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martedì 16 gennaio 2018

General Electric e Roche insieme per migliorare le cure in oncologia e terapia intensiva

GE E ROCHE INSIEME PER UNA PIATTAFORMA DI DIAGNOSTICA DIGITALE INTEGRATA PER MIGLIORARE LE CURE IN ONCOLOGIA E TERAPIA INTENSIVA


Le due aziende puntano a sviluppare un software di supporto alle decisioni cliniche per un processo decisionale più rapido, accurato e sicuro, che consenta una diagnosi precoce e trattamenti personalizzati

La partnership renderà possibile l'analisi avanzata di dati in vivo delle apparecchiature di imaging di GE e il monitoraggio medico con dati in vitro provenienti dal portafoglio di soluzioni Roche per biomarcatori, istologia, genomica e sequenziamento


Milano, 16 gennaio 2018 GE Healthcare, divisione medicale di General Electric leader mondiale nella fornitura di apparecchiature per imaging medicale, annuncia una collaborazione strategica a lungo termine con Roche, società leader nella diagnostica in-vitro, per sviluppare e lanciare sul mercato insieme soluzioni digitali per il supporto alle decisioni cliniche. Inizialmente, la collaborazione si concentrerà su prodotti in grado di accelerare e migliorare le opzioni di trattamento per il cancro e la terapia intensiva.

Le due aziende mirano a sviluppare la prima piattaforma digitale del settore, che utilizzerà l'analisi avanzata dei dati per fornire soluzioni capaci di migliorare il flusso di lavoro e applicazioni che supportino le decisioni cliniche. Ciò consentirà un'integrazione perfetta tra l'analisi dei dati in vivo e in vitro, le informazioni contenute nelle cartelle cliniche e quelle provenienti dal monitoraggio in tempo reale dei pazienti, le migliori pratiche mediche e gli ultimi risultati della ricerca. I medici avranno quindi un supporto decisionale completo per fornire un trattamento più appropriato e un'elevata qualità delle cure per i loro pazienti.

Ad esempio, i team di cura oncologici composti da diversi specialisti disporranno di un'interfaccia completa per esaminare, collaborare e allinearsi sulle decisioni di trattamento per i pazienti affetti da cancro in ogni fase della malattia. Nel contesto della terapia intensiva, le informazioni provenienti dalle apparecchiature di monitoraggio ospedaliero di un paziente saranno integrate con i dati istologici e quelli relativi a biomarcatori, genomica e sequenziamento, aiutando i medici a identificare o addirittura a prevedere gravi complicazioni prima del loro insorgere.

"Questa è la prima volta che due dei principali attori del settore della Sanità arrivano a combinare l'analisi avanzata dei dati con la diagnostica in vivo e in vitro fino a questo livello. Siamo convinti che questa collaborazione contribuirà ad accelerare la fornitura di servizi sanitari di precisione basati sui dati per i pazienti, i clienti e per l'intera industria sanitaria", ha dichiarato Kieran Murphy, Presidente e CEO di GE Healthcare.

"Questa partnership, unica nel suo genere, offrirà soluzioni innovative e garantirà approfondimenti nel processo decisionale clinico. Fornendo il giusto supporto decisionale al momento giusto attraverso un'offerta digitale completa, il nostro obiettivo è quello di supportare i medici e gli altri stakeholder generando così benefici per i pazienti ", ha dichiarato Roland Diggelmann, CEO di Roche Diagnostics. 



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venerdì 18 dicembre 2015

Sclerosi multipla: sarà l'Ocrelizumab il farmaco risolutivo?

sclerosi
“È un momento storico nella lotta contro la sclerosi multipla, siamo di fronte a una vera e propria rivoluzione copernicana”.

Con queste parole il professor Giancarlo Comi, uno dei massimi esperti mondiali sulla sclerosi multipla (ordinario di Neurologia dell’Università ‘Vita-Salute San Raffaele’ e Direttore dell’Istituto di Neurologia Sperimentale dell’IRCCS Ospedale San Raffaele) ha definito i risultati degli studi sperimentali di Ocrelizumab, un nuovo farmaco contro la malattia presentato al 31esimo Congresso del Comitato Europeo per la Terapia e la Ricerca sulla Sclerosi Multipla (ECTRIMS), tenutosi a Barcellona dal 7 al 10 ottobre 2015.

“Ora possiamo disporre di una nuova arma – spiega Comi – molto potente, che si propone come una ‘bomba’ innovativa e che rappresenta un salto di qualità rispetto al trattamento con interferone, il farmaco per eccellenza usato da più di vent’anni nella cura di questa malattia invalidante che può portare alla paralisi e anche alla morte”.

Ocrelizumab è il primo farmaco sperimentale che riesce infatti a ridurre in maniera significativa la progressione della disabilità sia nella sclerosi multipla recidivante sia in quella primariamente progressiva, una forma per cui non esistono ad oggi medicinali approvati per il suo trattamento.

La casa farmaceutica Roche ha annunciato i dati durante il congresso Ectrims, dopo aver sviluppato il farmaco e prodotto tre studi clinici di fase III condotti su oltre duemila quattrocento malati.

Ai soggetti è stato somministrato Ocrelizumab per infusione endovenosa ogni sei mesi per un biennio: il trattamento con il nuovo farmaco ha ridotto significativamente il tasso di annualizzato di recidive per un periodo di due anni rispetto all’interferone, diminuendo, sempre rispetto all’uso di quest’ultimo, la progressione della disabilità clinica del 43% e cancellando oltre il 90% delle lesioni cerebrali (valutate con risonanza magnetica).

Il farmaco si è rivelato efficace anche per la sclerosi multipla primariamente progressiva per le quali non c’era finora una cura: la malattia peggiora nel tempo e rappresenta circa il quindici per cento di tutti i casi. Per i soggetti affetti da questa patologia è stato allestito lo studio Oratorio, con più di settecento pazienti sottoposti a trattamento con Ocrelizumab per due anni.

Al termine si è riscontrato che la terapia riduce del 24% il rischio di progressione della disabilità clinica confermata dopo almeno 12 settimane.

Ocrelizumab ha inoltre ridotto del 18% rispetto a placebo il tasso di perdita di volume cerebrale, valutato in un periodo di 120 settimane. Lo sforzo per testare il farmaco è stato immane: gli studi hanno coinvolto oltre trecento strutture in quaranta Paesi e sono costati più di un miliardo di dollari.

Le tempistiche per il rilascio in commercio però non sono immediate a causa dei lunghi iter di approvazione: ci vorrà almeno un anno prima che Ocrelizumab sia utilizzabile.


notizia del 13 ottobre 2015 da retenews24

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