martedì 11 luglio 2017

Novartis: "Necessaria una governance farmaceutica che permetta investimenti in innovazione"

·         Si è tenuta ieri, presso la sede del Ministero dello Sviluppo economico, la tavola rotonda organizzata da Novartis e Fondazione Cariplo in collaborazione con il Mise, "Startup e innovazione nelle scienze della vita: i protagonisti di un ecosistema a confronto"
·         Presenti i principali attori del mondo dell'innovazione e della ricerca, venture capitalist e rappresentanti delle istituzioni
·         Ottima la qualità della ricerca in Italia ma bisogna puntare di più sugli investimenti


Roma, 11 luglio 2017 – Una governance farmaceutica in grado di produrre investimenti in innovazione insieme a un quadro normativo più stabile; un maggiore coinvolgimento dell'industria nello sviluppo dei progetti relativi alle scienze della vita; un contesto favorevole capace di attrarre fondi di fondi di investimento. Sono questi gli strumenti necessari allo sviluppo di nuove imprese innovative in Italia secondo Novartis e Fondazione Cariplo che ieri, presso la sede del Ministero dello Sviluppo economico, hanno organizzato una tavola rotonda, in collaborazione con il Mise, dal titolo: "Startup e innovazione nelle scienze della vita: i protagonisti di un ecosistema a confronto".

Al seminario erano presenti alcuni dei principali nomi del mondo dell'innovazione e della ricerca, venture capitalist e rappresentanti delle istituzioni. Tra questi, in particolare, Stefano Firpo, direttore Generale per la Politica industriale, la competitività e le Pmi del Mise, Carlo Mango, consigliere delegato di Cariplo Factory, Leone Pattofatto, Head of Equity Investments di Cassa Depositi e Prestiti, Gianni Vittorio Armani, presidente e amministratore delegato di Anas, Salvo Mizzi, amministratore delegato di Invitalia Ventures e Carlo Mammola, amministratore delegato del Fondo Italiano d'Investimento.

 

"La collaborazione con il Ministero dello Sviluppo economico testimonia l'importanza della sinergia tra pubblico e privato, fondamentale per rendere le scienze della vita più competitive in Italia rispetto al contesto internazionale", ha dichiarato Georg Schroeckenfuchs, amministratore delegato e Country President di Novartis Italia. "L'innovazione ha bisogno di stabilità di regole e in particolare, nel farmaceutico, è necessaria una nuova governance che dia certezza e sostenibilità agli operatori del settore e permetta alle istituzioni di reinvestire in innovazione e salute".

 

"Spesso quando parliamo di scienze della vita parliamo di invecchiamento. Bisogna stare attenti perché l'età media dei ricercatori e professori italiani è alta. Per questo è importante iniziare a lavorare insieme ai sistemi economici sin dalla fase di preparazione dei nostri giovani. Gli obiettivi di Cariplo Factory sono due: coltivare talenti e valorizzarli in modo da garantire investimenti concreti" ha dichiarato Carlo Mango, consigliere delegato di Cariplo Factory.

 

"È necessario lavorare sulla domanda di innovazione per fare in modo che i progetti dei nostri startupper possano acquisire maggiore scala sul mercato. Il flusso di talento in uscita non è un problema, lo diventa se il Paese non è in grado di attirare nuovi talenti. Ad oggi, grazie al Fondo di garanzia per le Pmi, sono stati erogati 400 milioni di euro a favore di circa 1.300 startup. Sul lato equity, invece, occorre un maggiore coinvolgimento delle medie e grandi imprese" ha dichiarato Stefano Firpo, Direttore Generale per la Politica industriale, la competitività e le Pmi, al Mise.

 

Secondo i principali relatori del convegno, per far funzionare una startup, la parola chiave è innanzitutto "competenza". Servono competenze sia tecnico scientifiche sia di management per avviare un progetto, e in questo l'Italia si distingue. Tuttavia, nel nostro Paese, manca ancora un solido collegamento tra il mondo della ricerca, e quello delle Università, con le imprese. Manca soprattutto un operatore che faccia da approdo dell'intera filiera, che le aziende possano riconoscere come un soggetto in grado di valorizzarle.

 

"Se guardiamo all'Italia, siamo tra i primi Paesi per qualità della ricerca, ma se guardiamo al trasferimento tecnologico e agli investimenti di venture capital siamo in fondo alla classifica. Ad oggi abbiamo allocato risorse con il Fondo europeo per gli investimenti (Fei) per 200 milioni di euro per lo sviluppo di progetti sul technology transfer. Il nostro obiettivo, infatti, è investire in iniziative focalizzate sulla valorizzazione industriale della ricerca, per aiutare i progetti più innovativi a diventare impresa", ha dichiarato Leone Pattofatto, Head of Equity Investments di Cassa Depositi e Prestiti.

 

"Con Anas partecipiamo, assieme ad altre grandi aziende, al Consorzio Elis per accelerare l'occupazione giovanile. L'Italia ha grandi problemi nello sviluppo dell'innovazione e la fase di accesso al mercato è sicuramente quella più critica. Per accompagnare le imprese sul mercato si deve tenere conto sia della competitività che del timing. Per questo abbiamo dato vita a 11 progetti di co-innovation, ciascuno dei quali con più investitori, fondamentali per la credibilità nel go to market", ha dichiarato Gianni Vittorio Armani, Presidente e Ad di Anas.







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