È quanto emerge da uno studio condotto dall'Istituto di neuroscienze del Cnr e dall'Università di Padova e pubblicato sull'American Journal of Clinical Nutrition.
La ricerca ha evidenziato come seguire questo stile alimentare assicuri una minore prevalenza di disabilità, depressione e dolore.
È noto che la Dieta mediterranea ha effetti positivi sulle malattie neurodegenerative, metaboliche e cardiovascolari.
Per la prima volta, ora, una ricerca pubblicata sull'American Journal of Clinical Nutrition ha dimostrato che la Dieta mediterranea ha effetti positivi anche sulla qualità di vita e sui parametri connessi, come disabilità, presenza di dolore, depressione.
Lo studio, nato dalla collaborazione tra l'Istituto di neuroscienze del Consiglio nazionale delle ricerche (In-Cnr) e Nicola Veronese dell'Università di Padova, ha preso in considerazione 4.470 americani con un'età media di 61 anni.
"È la prima volta che in uno studio di questo genere vengono prese a campione popolazioni con regimi dietetici lontani da quello mediterraneo e con una prevalenza di malattie cardiovascolari e metaboliche più elevata rispetto a quelle del Vecchio Continente", spiega Stefania Maggi della Sezione invecchiamento dell'In-Cnr.
"L'aderenza alla Dieta mediterranea è stata valutata attraverso un'inchiesta dietetica sui cibi che erano stati consumati più frequentemente nell'ultimo anno, mentre qualità di vita e aspetti a questa collegati (tono dell'umore, disabilità, dolore) sono stati valutati con scale appropriate disponibili in questo studio".
I ricercatori hanno constatato che i soggetti che seguivano questo stile alimentare avevano una migliore qualità di vita: "In particolare una minore prevalenza di disabilità e depressione (circa il 30% in meno)", prosegue la ricercatrice dell'In-Cnr.
"I benefici che abbiamo osservato nei soggetti esaminati sono legati all'abbondante consumo di frutta, verdura, cereali, noci, olio d'oliva, alla moderata assunzione di vino, in particolare rosso, di pesce e pollo e a una bassa assunzione di uova e carni rosse; insomma, a uno stile alimentare riconducibile alla Dieta mediterranea. Un tipo di alimentazione che ha un ruolo anti-ossidante e anti-infiammatorio, con una conseguente ricaduta positiva sulla qualità di vita".
La ricerca dimostra quindi che questo tipo di alimentazione è importante non solo per la prevenzione di malattie ad alto impatto sociale, ma anche per migliorare la qualità di vita delle persone anziane.
"La Dieta mediterranea protegge la popolazione anziana dall'infarto, riducendo il rischio di circa un terzo, dalla demenza e da altre malattie ad alto impatto sociale come il diabete", conclude Maggi.
"Sono ovviamente necessari altri studi per confermare questi risultati, ma i dati ottenuti sono rilevanti perché indicano come una dieta sana abbia un impatto positivo sulla vita quotidiana delle persone".
Roma, 23 dicembre 2016
La scheda
Chi: Istituto di neuroscienze del Cnr di Padova
Che cosa: Dieta mediterranea e qualità di vita degli anziani; Adherence to the Mediterranean diet is associated with better quality of life: data from the Osteoarthritis Initiative
Federfarma Roma: al via domani la campagna "Dispensiamo salute", il primo spot realizzato per promuovere e valorizzare l'immagine del farmacista e della farmacia
Roma, 22 dicembre 2016 - Dal 23 dicembre su Sky 1, Sky 1 +1 e Sky Tg24 parte la campagna di comunicazioneFederfarma Roma "Dispensiamo salute".
"Lo spot, fortemente voluto da Federfarma Roma, vuole valorizzare la professione del Farmacista e la sua importanza per le qualità professionali e umane: vicino al cittadino, in ogni momento e in ogni condizione, come in occasione del recente terremoto con la presenza di un Camper, e su tutto il territorio nazionale."
Afferma il Dr. Vittorio Contarina, farmacista e Presidente di Federfarma Roma "Noi Farmacisti ci siamo sempre nel "front-office", la Farmacia, non solo a dispensare farmaci o a "staccare fustelle", come qualcuno afferma sprezzante, ma vicini al cittadino a dare consigli e aiuti per la salute pubblica. E con orgoglio vogliamo divulgarlo attraverso uno spot TV: perché la Farmacia è e vuole essere, un punto fermo e insostituibile per il cittadino."
Lo spot di 60 secondi, ideato e realizzato da Edra, sarà messo in onda nei peak time sui canali Sky 1, Sky 1 +1 e Sky Tg24 e il5 gennaio raggiungerà il massimo di audience, durante la puntata diMasterchef, uno dei programmi di punta e più seguiti.
"Il farmacista rappresenta una figura chiave nell'evoluzione delle cure, coerentemente con il suo sviluppo di ruolo e competenze" sottolinea Ludovico Baldessin, Chief Operations Officer di Edra "Ogni giorno Edra lavora - attraverso iniziative di comunicazione, informazione e formazione - per sviluppare quella differenza che rende il farmacista indispensabile: è risultato naturale esprimerne il valore con un'idea che Federfarma Roma ha subitaneamente raccolto e sviluppato".
L'intero progetto, dall'ideazione alla produzione e distribuzione del video, è stato reso possibile grazie all'aiuto incondizionato di alcuni sponsor che hanno sposato l'iniziativa, frutto di un costante e intenso lavoro di gruppo durato più di 2 mesi.
A giorni partirà anche un'importante campagna di diffusione sui canali social, Facebook e YouTube e da gennaio lo spot sarà trasmesso anche nei più importanti cinema di Roma.
Tutto questo permetterà di divulgare il messaggio a milioni di italiani, rilanciando l'immagine della farmacia come insostituibile presidio sul territorio ed esaltando la funzione del farmacista, soprattutto dal punto di vista umano e professionale.
Pneumologi preoccupati
della qualità dell'aria in Italia e della scarsa sensibilità della politica
ad una vera emergenza.
L'incidenza di tosse e
catarro cronico, bronchiti, asma, cancro del polmone. A Verona Focus in
occasione del XX Congresso ASMA BRONCHIALE E BPCO: nuovi obiettivi, nuovi
rimedi, nuove strategie.
INQUINAMENTO IN ITALIA E NEL
VENETO - Il dodicesimo Rapporto sulla
qualità dell’ambiente urbano redatto dall'ISPRA (Istituto Superiore per la
Protezione e la Ricerca Ambientale) e reso noto pochi giorni fa, ha confermato,
sia pure sulla base di dati di previsione, che il problema della qualità
dell’aria nel nostro Paese è rimasto pressoché invariato rispetto al passato. E
si contano circa 90mila morti, in tutta
Italia, correlate all'inquinamento. Ancora una volta, le città della Valle
Padana l’hanno fatta da padrona in
termini di giorni di superamento dei limiti
consentiti per le emissioni di
PM10 ed altri inquinanti, anche se questa volta risultano accompagnate
da numerosi altri capoluoghi di provincia, fra i quali Napoli, Terni, Frosinone
e molti altri. E proprio Verona è sede
del congresso specialistico di pneumologia con la più lunga tradizione in
Italia. Il XX Congresso Asma Bronchiale
e Bpco: nuovi obiettivi, nuovi rimedi, nuove strategie è in programma dal
18 - 20 gennaio 2017 al Centro Congressi Hotel Leopardi.
"LIMITI PM1O
TRAGUARDO IRRAGGIUNGIBILE" - "La cosa drammatica - sottolinea il Prof.Roberto W. Dal Negro,
Responsabile CESFAR, Centro Nazionale Studi di Farmacoeconomia e
Farmacoepidemiologia Respiratoria con sede a Verona - è che nel nostro
Paese, per quanto attiene per esempio alle PM10, anche rispettare il limite previsto dalla
legislazione vigente (non più di 35 superamenti in un anno) è tuttora un
traguardo irraggiungibile su tutto il territorio nazionale. E’ ormai perfino
troppo evidente che da noi il “controllo delle emissioni” di fatto, non
interessa concretamente i decisori, o non conviene: nella migliore delle
ipotesi, infatti, le misure si limitano
anche per quest’anno a provvedimenti emergenziali ed estemporanei, di rilevanza
tale che spesso sfiorano il grottesco a livello locale".
"NESSUN
PROVVEDIMENTO STRUTTURALE E STRATEGICO" - "In pratica, nessun provvedimento
strutturale e strategico - prosegue il Prof. Dal
Negro - è stato mai programmato su ampia
scala negli ultimi decenni, e tantomeno in maniera sinergica fra le varie
istituzioni coinvolte. E ciò, nonostante sia arcinoto che il principale
determinante è rappresentato dal consumo
di energia, in particolare quella che proviene da fonti fossili (petrolio, gas
naturale, carbone). In altri termini, trasporti, usi domestici, industria: tutti
argomenti che richiederebbero un interessamento fattivo e capillare delle
istituzioni preposte. E’ sotto gli occhi di tutti la realtà del trasporto
merci, di fatto quasi esclusivamente su
gomma e con direttrici stradali e autostradali iperaffollate ed ingolfate; la
situazione del traffico veicolare privato, caotico ed in continua crescita, a
fronte di trasporti pubblici carenti (se non carenti) e male organizzati in
molte città italiane, anche metropolitane; del riscaldamento domestico, dove la
verifica di conformità degli impianti e delle emissioni è tuttora episodica e
“a macchia di leopardo”, pur esistendo sulla carta numerosi provvedimenti
specifici, troppo spesso trasformati nella vita reale in inutili “grida
manzoniane”, facilmente eludubili".
GEFCO LANCIA UN IMPORTANTE PROGETTO Di CARDIOPROTEZIONE IN TUTTE LE SUE SEDI ITALIANE
L’iniziativa
si inserisce nel programma GEFCO attivo a livello globale per garantire
i più alti standard di sicurezza e tutela della salute delle persone in
tutte le sedi del Gruppo
Milano,
22 dicembre 2016 –GEFCO, operatore leader nella progettazione e
implementazione di soluzioni logistiche per le industrie manifatturiere,
annuncia
l’avvio di un progetto di cardioprotezione che prevede
l’installazione di 22 defibrillatori automatici (DAE) in tutte le sedi
italiane del Gruppo entro il 2017, che permetteranno di garantire, in caso di necessità, un pronto intervento a dipendenti,
collaboratori e partner.
Oltre
all’installazione dei dispositivi, il progetto ha già previsto
l’attivazione di un percorso di formazione e informazione per i
dipendenti delle
sedi interessate dall’iniziativa sulle tecniche di primo soccorso e di
utilizzo della macchina.
ll programma rientra in una più
ampia politica di GEFCO nei confronti della sicurezza del proprio personale.
Il Gruppo da oltre dieci anni realizza politiche di responsabilità
sociale d’impresa a livello internazionale, rinforzate ulteriormente
dagli accordi firmati nel 2010 con la
International Metalworkers’ Federation (IMF) e la European Metalworkers
Federation (EMF).
Questo
impegno prevede che ogni filiale di GEFCO che aderisce al programma
metta in atto attività di monitoraggio e mappatura delle principali aree
di attività in ambito di CSR, con l’obiettivo
di attivare poi progetti specifici mirati anche a rafforzare la
sicurezza sul lavoro.
In questo campo infatti GEFCO adotta una
politica di prevenzione dei rischi che risponde ai più alti standard, andando anche oltre quanto disposto dalle leggi nazionali.
A questo scopo tutti i processi di lavoro sono attentamente analizzati,
assicurando che ogni attività venga effettuata attraverso
procedure e con attrezzature in grado di limitare al massimo il
rischio.
Questa attenzione non viene rivolta solamente ai dipendenti
GEFCO, ma anche a tutti i suoi partner e fornitori, come ad esempio gli
autisti delle società che lavorano in conto terzi e
che ricevono direttive precise per operare in maggiore sicurezza.
“Per
GEFCO la responsabilità di impresa rappresenta un preciso impegno nei
confronti della società, e in particolare, dei nostri dipendenti e
collaboratori che contribuiscono in maniera fondamentale
al nostro successo” sottolinea
Fernando Pinto, Direttore Generale di GEFCO Italia. “Per
questo motivo siamo sempre attenti a garantire alti standard di
sicurezza e investiamo in iniziative, come ad esempio l’installazione di
defibrillatori in tutte le nostre sedi, che rappresentano
un’ulteriore tutela dei lavoratori”.
“Siamo
orgogliosi di aver avviato un progetto di cardioprotezione che
consentirà di poter offrire un ottimale e precoce soccorso
nell’eventualità di un arresto cardiocircolatorio all’interno dei
nostri uffici e magazzini. Un’azione concreta nei confronti dei nostri
dipendenti, coerente con l’attenzione del Gruppo GEFCO nei confronti
della CSR e della sicurezza”
conclude Loredana Corbino, Direttore Risorse Umane e Sicurezza di GEFCO Italia.
CALCOLI VELOCISSIMI E MACCHINARI SUPER POTENTI:ARRIVANO I COMPUTER DI DIAMANTI
Il giovane talento della ricerca
in Italia, Shane Eaton, premiato con il prestigioso SIR – Scientific
Indipendent of Young Researchers del MIUR, rivoluziona il mondo dei
computer e lo fa attraverso i diamanti.
Con la preziosissima pietra crea
computer super veloci e di altissima tecnologia, con importanti
applicazioni anche in campo medico. Allo studio una risonanza magnetica
ad alta sensitività.
Milano, 22 dicembre 2016 – Il
futuro dei computer è nei diamanti.
A scoprirlo, il gruppo di ricerca
internazionale che con la coordinazione del ricercatore canadese Shane
Eaton del Dipartimento di fisica del Politecnico di Milano,
dell’Istituto di Fotonica e Nanotecnologie del CNR (IFN-CNR) di Milano e
di Trento, in collaborazione con l’Università di Calgary e l’Università
di Kyoto, ha realizzato il primo prototipo di circuito quantistico integrato in diamante, piattaforma rivoluzionaria che consente di creare computer super veloci e iper performanti.
Secondo lo studio, finanziato dai progetti Cariplo FemtoDiamante e EU CONCERT-Japan DiamondFab dell’IFN-CNR e appena pubblicato sulla rivisita Nature Scientific Reports,
la pietra permette di fare un importante passo avanti nella ricerca
dedicata ai computer quantistici, dispositivi che utilizzando i «quBit»,
ovvero i bit quantistici, assicurano velocità di calcolo molto maggiori
rispetto ai computer basati sull’elettronica tradizionale.
Una potenza
rafforzata dai diamanti che consentono di integrare nello stesso chip le
sorgenti di quBit e le guide d’onda ottiche realizzando computer
capaci di studiare e capire problemi oggi inaccessibili: dalla
diagnostica medica di precisione alla creazione di energia pulita, dalle
previsioni dei cambiamenti climatici alle variazioni del mercato
azionario.
Una scoperta potenzialmente rivoluzionaria
a cui il team è arrivato anche grazie alla vittoria da parte del
ricercatore canadese, coordinatore del progetto, Shane Eaton, del
prestigioso SIR Scientific Indipendent of Young Researchers del MIUR come giovane talento in Italia, premio che ha una success rate del 2%.
Un risultato straordinario che gli ha consentito di ricevere un maxi finanziamento da 420mila euro, con la possibilità di creare un proprio team e proseguire in maniera autonoma nella ricerca.
«Sono arrivato in Italia perché
innamorato di questo Paese e qui sono riuscito a raggiungere questo
straordinario obiettivo che potrebbe aprire davvero strade
importantissime nel mondo della quantistica e non solo - spiega Shane Eaton - Quando
si pensa al diamante ci si immagina un materiale puro con un perfetto
reticolo di atomi di carbonio. In realtà, in esso sono presenti dei
“difetti” come le cosiddette 'nitrogen vacancy' (NV) nelle quali, al
posto di due atomi di carbonio adiacenti, si trova un atomo di azoto
accanto ad un posto libero nel reticolo. Una diversità che può essere
sfruttata per i bit quantistici. Il quBit può assumere
contemporaneamente il valore di 0 e 1, il che permette di aumentare
esponenzialmente la velocità di calcolo rispetto ad un bit classico
degli attuali computer. Fino ad oggi mancava però una tecnica di
microfabbricazione in diamante che consentisse di collegare questi quBit
per realizzare un computer quantistico».
Cosa che invece Eaton, attualmente
ricercatore al Dipartimento di Fisica del Politecnico, con alle spalle
una carriera internazionale di altissimo livello, una laurea in
Ingegneria Fisica a Vancouver e un dottorato a Toronto, è riuscito a
fare, realizzando particolari circuiti fotonici proprio grazie al
diamante.
Per realizzare questi circuiti ottici in diamante, in
particolare, ha utilizzato impulsi laser ultrabrevi
che, grazie alla loro breve durata, sono in grado di modificare le
caratteristiche fisiche del diamante, mettendone in comunicazione i
cosiddetti ‘difetti’ e ponendo le basi per la creazione dei futuristici
computer.
Il team infatti è già a lavoro per realizzare una rete 3D di
quBit nel diamante collegati tra loro con percorsi ottici scritti con il
laser. Una rete che permetterebbe di realizzare computer quantistici
ultra-veloci.
Ma non è tutto, Eaton ha già in programma
un’evoluzione del suo studio. Sempre attraverso il diamante, infatti, si
potrebbero ottenere importanti innovazioni nelle apparecchiature mediche: «Mi
piacerebbe utilizzare questi “difetti” del diamante come sensori di
deboli campi magnetici in modo da realizzare apparecchiature mediche
sempre più performanti; penso in particolare a una tecnologia
estremamente sensibile e ad altissima risoluzione capace di battere la
risonanza magnetica. Le strade per la nostra ricerca sono infinitamente
avvincenti» - chiarisce il ricercatore.
Uno studio dell’Icb-Cnr, pubblicato sul Journal of
Allergy and
Clinical Immunology,
permette di
differenziare il fenotipo di questi soggetti da quelli affetti
solamente da
asma o obesità, consentendo una maggior personalizzazione delle
terapie, aumentandone
l’efficacia e riducendone i costi.
Grazie a uno studio coordinato
dall’Istituto di chimica
biomolecolare del Consiglio nazionale delle ricerche (Icb-Cnr) di
Pozzuoli e pubblicato
su Journal of Allergy and
Clinical
Immunology, è stato
dimostrato che i
soggetti obesi asmatici hanno un fenotipo diverso rispetto a
quelli affetti solamente
da asma o obesità.
“Mediante spettroscopia di risonanza
magnetica
nucleare (Nmr) e analisi statistica, abbiamo dimostrato che è
possibile ottenere,
dal profilo metabolico del condensato dell'aria espirata, modelli
matematici in
grado di caratterizzare le alterazioni metaboliche specifiche del
fenotipo
asma-obesità”, spiega Andrea Motta, che ha diretto il team di
ricerca.
“Il
nostro metodo permette di valutare il contributo delle diverse
componenti che
caratterizzano un fenotipo, cioè le potenziali differenze
interpersonali,
aprendo la strada ad uno strumento in grado di supportare approcci
sempre più
personalizzati delle terapie farmacologiche”.
L'asma è una patologia
multifattoriale che colpisce
circa 350 milioni di persone. “I suoi fenotipi dipendono da
fattori genetici e
ambientali, ad esempio stato dell'infiammazione, presenza di altre
patologie,
caratteristiche demografiche ed età della comparsa dei primi
sintomi”, prosegue
il ricercatore dell’Icb-Cnr.
“Circa la metà degli asmatici sono
sovrappeso o
obesi e un numero crescente di studi indica uno stretto legame tra
obesità e
asma, patologie che, essendo in aumento tra la popolazione,
costituiscono un
problema socioeconomico crescente. Inoltre, l'obesità rende l'asma
più
difficile da trattare farmacologicamente: alcuni dati indicano che
i pazienti
obesi asmatici possono presentare una risposta ridotta al
trattamento con
corticosteroidi. Per una maggiore efficacia delle terapie è
necessario quindi caratterizzare
i vari fenotipi mirando a terapie personalizzate e la nostra
ricerca punta in
questa direzione”.
Lo
studio vede la partecipazione di Mauro Maniscalco,
afferente agli Istituti clinici scientifici Maugeri di Telese
(Benevento) e all’Ospedale
Santa Maria della Pietà di Casoria (Napoli), e di Cristiana
Stellato dell'Università
di Salerno.
Roma, 22 dicembre 2016
La scheda
Chi:Icb-Cnr di
Pozzuoli
Che cosa: studio per
identificare differenze
fenotipiche in soggetti obesi con asma, che spesso presentano
una risposta
ridotta al trattamento farmacologico.Studio pubblicato sul Journal of
Allergy and Clinical Immunology: Maniscalco et al.
Coexistence of Obesity
and asthma determines a distinct respiratory metabolic
phenotype. DOI:
10.1016/j.jaci.2016.08.038.
La
collaborazione tra “A Gipsy in the Kitchen”, la cui I
blogger Alice Agnelli e Alessandro Madami, autori del blog A Gipsy in
the Kitchen, “regalano” al Centro Clinico NeMO, centro di eccellenza ad
alta specializzazione per il trattamento delle malattie neuromuscolari,
la ricetta di due piatti natalizi speciali, al tempo stesso appetitosi e
facili da mangiare anche per chi ha la disfagia, cioè la difficoltà di
deglutire sia liquidi che solidi
Milano, 22 dicembre 2016 –
Il Natale
può essere una festa per il palato anche per chi è colpito da disfagia,
cioè la difficoltà di deglutire sia liquidi che solidi: per questa
ragione Alice
Agnelli e Alessandro Madami, autori del noto blog A Gipsy in the Kitchen, hanno realizzato in collaborazione con il
Centro Clinico NeMO, centro di eccellenza ad alta
specializzazione per il trattamento delle malattie neuromuscolari, una
videoricetta per preparare un piatto natalizio speciale, che sarà
online da domani, 23 dicembre, su www.agipsyinthekitchen.com.
Il piatto presentato è una
vellutata di castagne e funghi cucinata a quattro mani dalla food blogger con
Matilde, una ragazza di 13 anni affetta da Atrofia Muscolare Spinale (SMA).
La
collaborazione tra “A Gipsy in the Kitchen”, la cui pagina Facebook conta oltre 38mila likers, e il Centro Clinico NeMO è iniziata già la tre settimane fa quando Alice e Matilde hanno preparato insieme dei deliziosi
pancakes alla zucca in diretta sulla pagina Facebook della blogger, dove il video è ancora visibile qui.
Il
Centro Clinico NeMO (NEuroMuscolar Omnicentre) èun centro clinico ad alta specializzazione per il trattamento
delle malattie neuromuscolari, patologie
altamente invalidanti che colpiscono attualmente in Italia circa 40.000
persone.
Nel 2015 sono stati seguiti nelle quattro sedi del NeMO
(Milano, Roma, Arenzano (GE) e Messina)
quasi 3.000 pazienti.
La video ricetta e la diretta Facebook sono
parte del progetto “Aggiungi un posto a tavola” che punta a migliorare
la qualità di vita dei pazienti con disfagia e delle loro famiglie,
proponendo loro ricette pensate e realizzate
da grandi chef per essere al tempo stesso appetitose e facili da
mangiare.
Alberto
Fontana, presidente della Fondazione Serena Onlus, l’ente gestore
del Centro Clinico NeMO, sottolinea: “Ringraziamo Alice Agnelli,
Alessandro Madami e tutti coloro che ci stanno supportando in questo
progetto.
Per noi del Centro Clinico NeMO la qualità
di vita dei pazienti è una priorità e per questo riteniamo che sia
molto importante che le persone con disfagia possano mangiare piatti non
solo nutrienti ma anche piacevoli e gustosi.
Tanto più in occasione del
Natale quando la tavola non è solo il luogo
dove nutrirsi, ma anche quello dove riunirsi con i propri cari e celebrare i propri affetti”.
Gaia e Matilde, due cuoche provette!
Il
progetto “Aggiungi un posto a tavola” è stato lanciato con un video in cui Matilde, insieme all’amica
Gaia, anche lei affetta da SMA, hanno preparato insieme a due noti chef, Roberto
Di Pinto e Misha Sukyas, un tiramisù e una crespella con i
gamberi: non ricette comuni, ma studiate appositamente per essere di
facile deglutizione e appetitose.
Il video è visibile qui di seguito:
Ispirazione
del progetto è il libro “Nutrirsi con gusto”, nato dal coinvolgimento
di due professionisti della cucina, Mauro Uliassi (due stelle Michelin) e
Paolo
Piaggesi: un libro di ricette “particolari”.
Il testo è stato
realizzato con la collaborazione di medici specialisti in alimentazione e
riabilitazione e al suo interno sono presentati 38 ricette, di
antipasti, primi, secondi e dolci.
Hanno aderito al progetto, oltre ad Alice Agnelli e Alessandro Madami, Andrea
Besuschio (“pasticceria Besuschio” di Abbiategrasso - Milano), Eugenio
Boer (“Essenza” – Milano), Roberto DiPinto (“Bulgari Hotel” – Milano), Christian
Milone (“Trattoria Zappatori” di Pinerolo - Torino), Matteo Monti (“Rebelot” - Milano), Davide
Oldani (“D’O” di Cornaredo – Milano), Eugenio Roncoroni (“Al Mercato” - Milano), Diego
Rossi e Pietro Caroli ("Trippa" - Milano), Misha Sukyas (“Puzzle” - Milano).
La disfagia
Nell’ambito
delle patologie neurologiche la disfagia è un problema frequente, tanto
da presentarsi nel 70% dei pazienti e nelle patologie neuromuscolari
riguarda
addirittura la quasi totalità delle persone.
Non si tratta di una malattia in sé, ma di un
sintomo di alcune patologie. Consiste, infatti, in una
difficoltà, percepita o rilevata, di deglutire il cibo o i liquidi.
Sono
molto numerose le patologie a cui può accompagnarsi, acute e croniche,
internistiche e chirurgiche, degli adulti e dei bambini:
ad esempio ictus, malattia di Alzheimer, malattia di Parkinson,
neoplasie oro-faringee, paralisi cerebrali infantili.
La disfagia
comporta come possibili conseguenze diversi rischi per la salute:
malnutrizione, disidratazione e di polmonite da ingestione.
Anche l’assunzione delle terapie può essere messa a rischio da questo
problema. Un ulteriore pericolo a cui sono esposte le persone con
difficoltà di deglutire è il
soffocamento.
Il
Centro Clinico NeMO (NEuroMuscolar Omnicentre) è un centro clinico ad
alta specializzazione, pensato per rispondere in modo
specifico alle necessità di chi è affetto da malattie neuromuscolari
come la Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA), le Distrofie Muscolari e
l’Atrofia Muscolare Spinale (SMA).
Si tratta di patologie altamente
invalidanti con un grave impatto sociale, caratterizzate
da lunghi e complessi percorsi di cura e assistenziali, per le quali,
purtroppo, al momento non c’è possibilità di guarigione.
Queste malattie
interessano attualmente circa 40.000 persone in tutto il Paese.
Il NeMO
ha quattro sedi sul territorio nazionale:
Milano, Messina, Arenzano (Genova), Roma.
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