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venerdì 23 dicembre 2016

CNR: la Dieta mediterranea migliora la qualità di vita dell’anziano

È quanto emerge da uno studio condotto dall'Istituto di neuroscienze del Cnr e dall'Università di Padova e pubblicato sull'American Journal of Clinical Nutrition

La ricerca ha evidenziato come seguire questo stile alimentare assicuri una minore prevalenza di disabilità, depressione e dolore. 

È noto che la Dieta mediterranea ha effetti positivi sulle malattie neurodegenerative, metaboliche e cardiovascolari. 

Per la prima volta, ora, una ricerca pubblicata sull'American Journal of Clinical Nutrition ha dimostrato che la Dieta mediterranea ha effetti positivi anche sulla qualità di vita e sui parametri connessi, come disabilità, presenza di dolore, depressione. 

Lo studio, nato dalla collaborazione tra l'Istituto di neuroscienze del Consiglio nazionale delle ricerche (In-Cnr) e Nicola Veronese dell'Università di Padova, ha preso in considerazione 4.470 americani con un'età media di 61 anni.

"È la prima volta che in uno studio di questo genere vengono prese a campione popolazioni con regimi dietetici lontani da quello mediterraneo e con una prevalenza di malattie cardiovascolari e metaboliche più elevata rispetto a quelle del Vecchio Continente", spiega Stefania Maggi della Sezione invecchiamento dell'In-Cnr. 

"L'aderenza alla Dieta mediterranea è stata valutata attraverso un'inchiesta dietetica sui cibi che erano stati consumati più frequentemente nell'ultimo anno, mentre qualità di vita e aspetti a questa collegati (tono dell'umore, disabilità, dolore) sono stati valutati con scale appropriate disponibili in questo studio".

I ricercatori hanno constatato che i soggetti che seguivano questo stile alimentare avevano una migliore qualità di vita: "In particolare una minore prevalenza di disabilità e depressione (circa il 30% in meno)", prosegue la ricercatrice dell'In-Cnr. 

"I benefici che abbiamo osservato nei soggetti esaminati sono legati all'abbondante consumo di frutta, verdura, cereali, noci, olio d'oliva, alla moderata assunzione di vino, in particolare rosso, di pesce e pollo e a una bassa assunzione di uova e carni rosse; insomma, a uno stile alimentare riconducibile alla Dieta mediterranea. Un tipo di alimentazione che ha un ruolo anti-ossidante e anti-infiammatorio, con una conseguente ricaduta positiva sulla qualità di vita".

La ricerca dimostra quindi che questo tipo di alimentazione è importante non solo per la prevenzione di malattie ad alto impatto sociale, ma anche per migliorare la qualità di vita delle persone anziane.  
"La Dieta mediterranea protegge la popolazione anziana dall'infarto, riducendo il rischio di circa un terzo, dalla demenza e da altre malattie ad alto impatto sociale come il diabete", conclude Maggi. 
"Sono ovviamente necessari altri studi per confermare questi risultati, ma i dati ottenuti sono rilevanti perché indicano come una dieta sana abbia un impatto positivo sulla vita quotidiana delle persone".

Roma, 23 dicembre 2016

La scheda
Chi: Istituto di neuroscienze del Cnr di Padova
Che cosa: Dieta mediterranea e qualità di vita degli anziani; Adherence to the Mediterranean diet is associated with better quality of life: data from the Osteoarthritis Initiative


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giovedì 22 dicembre 2016

Al via la Campagna TV "Dispensiamo Salute" Federfarma Roma - CS

Federfarma Roma: al via domani la campagna "Dispensiamo salute", il primo spot realizzato per promuovere e valorizzare l'immagine del farmacista e della farmacia 

Roma, 22 dicembre 2016  -  Dal 23 dicembre su Sky 1, Sky 1 +1 e Sky Tg24 parte la campagna di comunicazione Federfarma Roma "Dispensiamo salute"

"Lo spot, fortemente voluto da Federfarma Roma, vuole valorizzare la professione del Farmacista e la sua importanza per le qualità professionali e umane: vicino al cittadino, in ogni momento e in ogni condizione, come in occasione del recente terremoto con la presenza di un Camper, e su tutto il territorio nazionale." 

Afferma il Dr. Vittorio Contarina, farmacista e Presidente di Federfarma Roma "Noi Farmacisti ci siamo sempre nel "front-office", la Farmacia, non solo a dispensare farmaci o a "staccare fustelle", come qualcuno afferma sprezzante, ma vicini al cittadino a dare consigli e aiuti per la salute pubblica. E con orgoglio vogliamo divulgarlo attraverso uno spot TV: perché la Farmacia è e vuole essere, un punto fermo e insostituibile per il cittadino."

Lo spot di 60 secondi, ideato e realizzato da Edra, sarà messo in onda nei peak time sui canali Sky 1, Sky 1 +1 e Sky Tg24 e il 5 gennaio raggiungerà il massimo di audience, durante la puntata di Masterchef, uno dei programmi di punta e più seguiti.

"Il farmacista rappresenta una figura chiave nell'evoluzione delle cure, coerentemente con il suo sviluppo di ruolo e competenze" sottolinea Ludovico Baldessin, Chief Operations Officer di Edra "Ogni giorno Edra lavora - attraverso iniziative di comunicazione, informazione e formazione - per sviluppare quella differenza che rende il farmacista indispensabile: è risultato naturale esprimerne il valore con un'idea che Federfarma Roma ha subitaneamente raccolto e sviluppato".

L'intero progetto, dall'ideazione alla produzione e distribuzione del video, è stato reso possibile grazie all'aiuto incondizionato di alcuni sponsor che hanno sposato l'iniziativa, frutto di un costante e intenso lavoro di gruppo durato più di 2 mesi. 

A giorni partirà anche un'importante campagna di diffusione sui canali social, Facebook e YouTube e da gennaio lo spot sarà trasmesso anche nei più importanti cinema di Roma.

Tutto questo permetterà di divulgare il messaggio a milioni di italiani, rilanciando l'immagine della farmacia come insostituibile presidio sul territorio ed esaltando la funzione del farmacista, soprattutto dal punto di vista umano e professionale.


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Allarme pneumologi - 90mila morti per inquinamento "non fanno notizia". Prof. Dal Negro (CESFAR): "Mancano pianificazione, protezione e prevenzione

Pneumologi preoccupati della qualità dell'aria in Italia e della scarsa sensibilità della politica ad  una vera emergenza.
L'incidenza di tosse e catarro cronico, bronchiti, asma, cancro del polmone. 
A Verona Focus in occasione del XX Congresso ASMA BRONCHIALE E BPCO: nuovi obiettivi, nuovi rimedi, nuove strategie.


INQUINAMENTO IN ITALIA E NEL VENETO - Il dodicesimo Rapporto sulla qualità dell’ambiente urbano redatto dall'ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) e reso noto pochi giorni fa, ha confermato, sia pure sulla base di dati di previsione, che il problema della qualità dell’aria nel nostro Paese è rimasto pressoché invariato rispetto al passato. E si contano circa 90mila morti, in tutta Italia, correlate all'inquinamento
Ancora una volta, le città della Valle Padana l’hanno fatta  da padrona in termini di giorni di superamento dei limiti  consentiti per le emissioni di  PM10 ed altri inquinanti, anche se questa volta risultano accompagnate da numerosi altri capoluoghi di provincia, fra i quali Napoli, Terni, Frosinone e molti altri. 
E proprio Verona  è sede del congresso specialistico di pneumologia con la più lunga tradizione in Italia. Il XX Congresso Asma Bronchiale e Bpco: nuovi obiettivi, nuovi rimedi, nuove strategie è in programma dal 18 - 20 gennaio 2017 al Centro Congressi Hotel Leopardi.

"LIMITI PM1O TRAGUARDO IRRAGGIUNGIBILE" - "La cosa drammatica - sottolinea il Prof. Roberto W. Dal Negro, Responsabile CESFAR, Centro Nazionale Studi di Farmacoeconomia e Farmacoepidemiologia Respiratoria con sede a Verona - è che nel nostro Paese, per quanto attiene per esempio alle PM10,  anche rispettare il limite previsto dalla legislazione vigente (non più di 35 superamenti in un anno) è tuttora un traguardo irraggiungibile su tutto il territorio nazionale. E’ ormai perfino troppo evidente che da noi il “controllo delle emissioni” di fatto, non interessa concretamente i decisori, o non conviene: nella migliore delle ipotesi,  infatti, le misure si limitano anche per quest’anno a provvedimenti emergenziali ed estemporanei, di rilevanza tale che spesso sfiorano il grottesco a livello locale".

"NESSUN PROVVEDIMENTO STRUTTURALE E STRATEGICO" - "In pratica, nessun provvedimento strutturale e strategico - prosegue il Prof. Dal Negro - è stato mai programmato su ampia scala negli ultimi decenni, e tantomeno in maniera sinergica fra le varie istituzioni coinvolte. E ciò, nonostante sia arcinoto che il principale determinante è rappresentato  dal consumo di energia, in particolare quella che proviene da fonti fossili (petrolio, gas naturale, carbone). In altri termini, trasporti, usi domestici, industria: tutti argomenti che richiederebbero un interessamento fattivo e capillare delle istituzioni preposte. E’ sotto gli occhi di tutti la realtà del trasporto merci, di fatto quasi  esclusivamente su gomma e con direttrici stradali e autostradali iperaffollate ed ingolfate; la situazione del traffico veicolare privato, caotico ed in continua crescita, a fronte di trasporti pubblici carenti (se non carenti) e male organizzati in molte città italiane, anche metropolitane; del riscaldamento domestico, dove la verifica di conformità degli impianti e delle emissioni è tuttora episodica e “a macchia di leopardo”, pur esistendo sulla carta numerosi provvedimenti specifici, troppo spesso trasformati nella vita reale in inutili “grida manzoniane”, facilmente eludubili".

Gefco lancia progetto per cardioprotezione della sede di roma

GEFCO LANCIA UN IMPORTANTE PROGETTO Di CARDIOPROTEZIONE IN TUTTE LE SUE SEDI ITALIANE


L’iniziativa si inserisce nel programma GEFCO attivo a livello globale per garantire i più alti standard di sicurezza e tutela della salute delle persone in tutte le sedi del Gruppo

Milano, 22 dicembre 2016 –GEFCO, operatore leader nella progettazione e implementazione di soluzioni logistiche per le industrie manifatturiere, annuncia l’avvio di un progetto di cardioprotezione che prevede l’installazione di 22 defibrillatori automatici (DAE) in tutte le sedi italiane del Gruppo entro il 2017, che permetteranno di garantire, in caso di necessità, un pronto intervento a dipendenti, collaboratori e partner.

Oltre all’installazione dei dispositivi, il progetto ha già previsto l’attivazione di un percorso di formazione e informazione per i dipendenti delle sedi interessate dall’iniziativa sulle tecniche di primo soccorso e di utilizzo della macchina.
 
ll programma rientra in una più ampia politica di GEFCO nei confronti della sicurezza del proprio personale

Il Gruppo da oltre dieci anni realizza politiche di responsabilità sociale d’impresa a livello internazionale, rinforzate ulteriormente dagli accordi firmati nel 2010 con la International Metalworkers’ Federation (IMF) e la European Metalworkers Federation (EMF).  

Questo impegno prevede che ogni filiale di GEFCO che aderisce al programma metta in atto attività di monitoraggio e mappatura delle principali aree di attività in ambito di CSR, con l’obiettivo di attivare poi progetti specifici mirati anche a rafforzare la sicurezza sul lavoro.

In questo campo infatti GEFCO adotta una politica di prevenzione dei rischi che risponde ai più alti standard, andando anche oltre quanto disposto dalle leggi nazionali

A questo scopo tutti i processi di lavoro sono attentamente analizzati, assicurando che ogni attività venga effettuata attraverso procedure e con attrezzature in grado di limitare al massimo il rischio. 

Questa attenzione non viene rivolta solamente ai dipendenti GEFCO, ma anche a tutti i suoi partner e fornitori, come ad esempio gli autisti delle società che lavorano in conto terzi e che ricevono direttive precise per operare in maggiore sicurezza.
 
“Per GEFCO la responsabilità di impresa rappresenta un preciso impegno nei confronti della società, e in particolare, dei nostri dipendenti e collaboratori che contribuiscono in maniera fondamentale al nostro successo” sottolinea Fernando Pinto, Direttore Generale di GEFCO Italia. “Per questo motivo siamo sempre attenti a garantire alti standard di sicurezza e investiamo in iniziative, come ad esempio l’installazione di defibrillatori in tutte le nostre sedi, che rappresentano un’ulteriore tutela dei lavoratori”.
Siamo orgogliosi di aver avviato un progetto di cardioprotezione che consentirà di poter offrire un ottimale e precoce soccorso nell’eventualità di un arresto cardiocircolatorio all’interno dei nostri uffici e magazzini. Un’azione concreta nei confronti dei nostri dipendenti, coerente con l’attenzione del Gruppo GEFCO nei confronti della CSR e della sicurezza” conclude Loredana Corbino, Direttore Risorse Umane e Sicurezza di GEFCO Italia.

MEDICINA HI-TECH: LA RIVOLUZIONE ARRIVA DALL’ITALIA


CALCOLI VELOCISSIMI E MACCHINARI SUPER POTENTI:ARRIVANO I COMPUTER DI DIAMANTI

Il giovane talento della ricerca in Italia, Shane Eaton, premiato con il prestigioso SIR – Scientific Indipendent of Young Researchers del MIUR, rivoluziona il mondo dei computer e lo fa attraverso i diamanti. 

Con la preziosissima pietra crea computer super veloci e di altissima tecnologia, con importanti applicazioni anche in campo medico. Allo studio una risonanza magnetica ad alta sensitività.


Milano, 22 dicembre 2016 – Il futuro dei computer è nei diamanti. 
A scoprirlo, il gruppo di ricerca internazionale che con la coordinazione del ricercatore canadese Shane Eaton del Dipartimento di fisica del Politecnico di Milano, dell’Istituto di Fotonica e Nanotecnologie del CNR (IFN-CNR) di Milano e di Trento, in collaborazione con l’Università di Calgary e l’Università di Kyoto, ha realizzato il primo prototipo di circuito quantistico integrato in diamante, piattaforma rivoluzionaria che consente di creare computer super veloci e iper performanti.

Secondo lo studio, finanziato dai progetti Cariplo FemtoDiamante e EU CONCERT-Japan DiamondFab dell’IFN-CNR e appena pubblicato sulla rivisita Nature Scientific Reports, la pietra permette di fare un importante passo avanti nella ricerca dedicata ai computer quantistici, dispositivi che utilizzando i «quBit», ovvero i bit quantistici, assicurano velocità di calcolo molto maggiori rispetto ai computer basati sull’elettronica tradizionale. 

Una potenza rafforzata dai diamanti che consentono di integrare nello stesso chip le sorgenti di quBit e le guide d’onda ottiche realizzando computer capaci di studiare e capire problemi oggi inaccessibili: dalla diagnostica medica di precisione alla creazione di energia pulita, dalle previsioni dei cambiamenti climatici alle variazioni del mercato azionario.

Una scoperta potenzialmente rivoluzionaria a cui il team è arrivato anche grazie alla vittoria da parte del ricercatore canadese, coordinatore del progetto, Shane Eaton, del prestigioso SIR Scientific Indipendent of Young Researchers del MIUR come giovane talento in Italia, premio che ha una success rate del 2%. 

Un risultato straordinario che gli ha consentito di ricevere un maxi finanziamento da 420mila euro, con la possibilità di creare un proprio team e proseguire in maniera autonoma nella ricerca.

«Sono arrivato in Italia perché innamorato di questo Paese e qui sono riuscito a raggiungere questo straordinario obiettivo che potrebbe aprire davvero strade importantissime nel mondo della quantistica e non solo - spiega Shane Eaton - Quando si pensa al diamante ci si immagina un materiale puro con un perfetto reticolo di atomi di carbonio. In realtà, in esso sono presenti dei “difetti” come le cosiddette 'nitrogen vacancy' (NV) nelle quali, al posto di due atomi di carbonio adiacenti, si trova un atomo di azoto accanto ad un posto libero nel reticolo. Una diversità che può essere sfruttata per i bit quantistici. Il quBit può assumere contemporaneamente il valore di 0 e 1, il che permette di aumentare esponenzialmente la velocità di calcolo rispetto ad un bit classico degli attuali computer. Fino ad oggi mancava però una tecnica di microfabbricazione in diamante che consentisse di collegare questi quBit per realizzare un computer quantistico».

Cosa che invece Eaton, attualmente ricercatore al Dipartimento di Fisica del Politecnico, con alle spalle una carriera internazionale di altissimo livello, una laurea in Ingegneria Fisica a Vancouver e un dottorato a Toronto, è riuscito a fare, realizzando particolari circuiti fotonici proprio grazie al diamante. 

Per realizzare questi circuiti ottici in diamante, in particolare, ha utilizzato impulsi laser ultrabrevi che, grazie alla loro breve durata, sono in grado di modificare le caratteristiche fisiche del diamante, mettendone in comunicazione i cosiddetti ‘difetti’ e ponendo le basi per la creazione dei futuristici computer. 

Il team infatti è già a lavoro per realizzare una rete 3D di quBit nel diamante collegati tra loro con percorsi ottici scritti con il laser. Una rete che permetterebbe di realizzare computer quantistici ultra-veloci.

Ma non è tutto, Eaton ha già in programma un’evoluzione del suo studio. Sempre attraverso il diamante, infatti, si potrebbero ottenere importanti innovazioni nelle apparecchiature mediche: «Mi piacerebbe utilizzare questi “difetti” del diamante come sensori di deboli campi magnetici in modo da realizzare apparecchiature mediche sempre più performanti; penso in particolare a una tecnologia estremamente sensibile e ad altissima risoluzione capace di battere la risonanza magnetica. Le strade per la nostra ricerca sono infinitamente avvincenti» - chiarisce il ricercatore.

CNR: la cura per obesi asmatici arriva in un soffio

Uno studio dell’Icb-Cnr, pubblicato sul Journal of Allergy and Clinical Immunology, permette di differenziare il fenotipo di questi soggetti da quelli affetti solamente da asma o obesità, consentendo una maggior personalizzazione delle terapie, aumentandone l’efficacia e riducendone i costi.

Grazie a uno studio coordinato dall’Istituto di chimica biomolecolare del Consiglio nazionale delle ricerche (Icb-Cnr) di Pozzuoli e pubblicato su Journal of Allergy and Clinical Immunology, è stato dimostrato che i soggetti obesi asmatici hanno un fenotipo diverso rispetto a quelli affetti solamente da asma o obesità. 

“Mediante spettroscopia di risonanza magnetica nucleare (Nmr) e analisi statistica, abbiamo dimostrato che è possibile ottenere, dal profilo metabolico del condensato dell'aria espirata, modelli matematici in grado di caratterizzare le alterazioni metaboliche specifiche del fenotipo asma-obesità”, spiega Andrea Motta, che ha diretto il team di ricerca. 

“Il nostro metodo permette di valutare il contributo delle diverse componenti che caratterizzano un fenotipo, cioè le potenziali differenze interpersonali, aprendo la strada ad uno strumento in grado di supportare approcci sempre più personalizzati delle terapie farmacologiche”.  

L'asma è una patologia multifattoriale che colpisce circa 350 milioni di persone. “I suoi fenotipi dipendono da fattori genetici e ambientali, ad esempio stato dell'infiammazione, presenza di altre patologie, caratteristiche demografiche ed età della comparsa dei primi sintomi”, prosegue il ricercatore dell’Icb-Cnr. 

“Circa la metà degli asmatici sono sovrappeso o obesi e un numero crescente di studi indica uno stretto legame tra obesità e asma, patologie che, essendo in aumento tra la popolazione, costituiscono un problema socioeconomico crescente. Inoltre, l'obesità rende l'asma più difficile da trattare farmacologicamente: alcuni dati indicano che i pazienti obesi asmatici possono presentare una risposta ridotta al trattamento con corticosteroidi. Per una maggiore efficacia delle terapie è necessario quindi caratterizzare i vari fenotipi mirando a terapie personalizzate e la nostra ricerca punta in questa direzione”. 

Lo studio vede la partecipazione di Mauro Maniscalco, afferente agli Istituti clinici scientifici Maugeri di Telese (Benevento) e all’Ospedale Santa Maria della Pietà di Casoria (Napoli), e di Cristiana Stellato dell'Università di Salerno.

Roma, 22 dicembre 2016

La scheda
Chi: Icb-Cnr di Pozzuoli
Che cosa: studio per identificare differenze fenotipiche in soggetti obesi con asma, che spesso presentano una risposta ridotta al trattamento farmacologico. Studio pubblicato sul Journal of Allergy and Clinical Immunology: Maniscalco et al. Coexistence of Obesity and asthma determines a distinct respiratory metabolic phenotype. DOI: 10.1016/j.jaci.2016.08.038.

A Natale piatti golosi per le persone con disfagia - Gipsy in the kitchen cucina con il Centro Clinico NeMO

La collaborazione tra “A Gipsy in the Kitchen”, la cui I blogger Alice Agnelli e Alessandro Madami, autori del blog A Gipsy in the Kitchen, “regalano” al Centro Clinico NeMO, centro di eccellenza ad alta specializzazione per il trattamento delle malattie neuromuscolari, la ricetta di due piatti natalizi speciali, al tempo stesso appetitosi e facili da mangiare anche per chi ha la disfagia, cioè la difficoltà di deglutire sia liquidi che solidi


Milano, 22 dicembre 2016 Il Natale può essere una festa per il palato anche per chi è colpito da disfagia, cioè la difficoltà di deglutire sia liquidi che solidi: per questa ragione Alice Agnelli e Alessandro Madami, autori del noto blog A Gipsy in the Kitchen, hanno realizzato in collaborazione con il Centro Clinico NeMO, centro di eccellenza ad alta specializzazione per il trattamento delle malattie neuromuscolari, una videoricetta per preparare un piatto natalizio speciale, che sarà online da domani, 23 dicembre, su www.agipsyinthekitchen.com. 

Il piatto presentato è una vellutata di castagne e funghi cucinata a quattro mani dalla food blogger con Matilde, una ragazza di 13 anni affetta da Atrofia Muscolare Spinale (SMA).

La collaborazione tra “A Gipsy in the Kitchen”, la cui pagina Facebook conta oltre 38mila likers, e il Centro Clinico NeMO è iniziata già la tre settimane fa quando Alice e Matilde hanno preparato insieme dei deliziosi pancakes alla zucca in diretta sulla pagina Facebook della blogger, dove il video è ancora visibile qui.

Il Centro Clinico NeMO (NEuroMuscolar Omnicentre) è un centro clinico ad alta specializzazione per il trattamento delle malattie neuromuscolari, patologie altamente invalidanti che colpiscono attualmente in Italia circa 40.000 persone. 

Nel 2015 sono stati seguiti nelle quattro sedi del NeMO (Milano, Roma, Arenzano (GE) e Messina) quasi 3.000 pazienti

La video ricetta e la diretta Facebook sono parte del progetto “Aggiungi un posto a tavola” che punta a migliorare la qualità di vita dei pazienti con disfagia e delle loro famiglie, proponendo loro ricette pensate e realizzate da grandi chef per essere al tempo stesso appetitose e facili da mangiare.

Alberto Fontana, presidente della Fondazione Serena Onlus, l’ente gestore del Centro Clinico NeMO, sottolinea: “Ringraziamo Alice Agnelli, Alessandro Madami e tutti coloro che ci stanno supportando in questo progetto.
Per noi del Centro Clinico NeMO la qualità di vita dei pazienti è una priorità e per questo riteniamo che sia molto importante che le persone con disfagia possano mangiare piatti non solo nutrienti ma anche piacevoli e gustosi.
Tanto più in occasione del Natale quando la tavola non è solo il luogo dove nutrirsi, ma anche quello dove riunirsi con i propri cari e celebrare i propri affetti”.

Gaia e Matilde, due cuoche provette!

Il progetto “Aggiungi un posto a tavola” è stato lanciato con un video in cui Matilde, insieme all’amica Gaia, anche lei affetta da SMA, hanno preparato insieme a due noti chef, Roberto Di Pinto e Misha Sukyas, un tiramisù e una crespella con i gamberi: non ricette comuni, ma studiate appositamente per essere di facile deglutizione e appetitose.

Il video è visibile qui di seguito: 

Ispirazione del progetto è il libro “Nutrirsi con gusto”, nato dal coinvolgimento di due professionisti della cucina, Mauro Uliassi (due stelle Michelin) e Paolo Piaggesi: un libro di ricette “particolari”. 

Il testo è stato realizzato con la collaborazione di medici specialisti in alimentazione e riabilitazione e al suo interno sono presentati 38 ricette, di antipasti, primi, secondi e dolci.

Hanno aderito al progetto, oltre ad Alice Agnelli e Alessandro Madami, Andrea Besuschio (“pasticceria Besuschio” di Abbiategrasso - Milano), Eugenio Boer (“Essenza” – Milano), Roberto Di Pinto (“Bulgari Hotel” – Milano), Christian Milone (“Trattoria Zappatori” di Pinerolo - Torino), Matteo Monti (“Rebelot” - Milano), Davide Oldani (“D’O” di Cornaredo – Milano), Eugenio Roncoroni (“Al Mercato” - Milano), Diego Rossi e Pietro Caroli ("Trippa" - Milano), Misha Sukyas (“Puzzle” - Milano).

La disfagia
Nell’ambito delle patologie neurologiche la disfagia è un problema frequente, tanto da presentarsi nel 70% dei pazienti e nelle patologie neuromuscolari riguarda addirittura la quasi totalità delle persone

Non si tratta di una malattia in sé, ma di un sintomo di alcune patologie. Consiste, infatti, in una difficoltà, percepita o rilevata, di deglutire il cibo o i liquidi. 

Sono molto numerose le patologie a cui può accompagnarsi, acute e croniche, internistiche e chirurgiche, degli adulti e dei bambini: ad esempio ictus, malattia di Alzheimer, malattia di Parkinson, neoplasie oro-faringee, paralisi cerebrali infantili. 

La disfagia comporta come possibili conseguenze diversi rischi per la salute: malnutrizione, disidratazione e di polmonite da ingestione

Anche l’assunzione delle terapie può essere messa a rischio da questo problema. Un ulteriore pericolo a cui sono esposte le persone con difficoltà di deglutire è il soffocamento.

 
Il Centro Clinico NeMO (NEuroMuscolar Omnicentre) è un centro clinico ad alta specializzazione, pensato per rispondere in modo specifico alle necessità di chi è affetto da malattie neuromuscolari come la Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA), le Distrofie Muscolari e l’Atrofia Muscolare Spinale (SMA). 

Si tratta di patologie altamente invalidanti con un grave impatto sociale, caratterizzate da lunghi e complessi percorsi di cura e assistenziali, per le quali, purtroppo, al momento non c’è possibilità di guarigione. 

Queste malattie interessano attualmente circa 40.000 persone in tutto il Paese. 

Il NeMO ha quattro sedi sul territorio nazionale: Milano, Messina, Arenzano (Genova), Roma.

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