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venerdì 1 dicembre 2017

Salute: Telethon e Pearson portano a scuola la ricerca sulle malattie rare con il laboratorio virtuale "Geni in gioco"

PEARSON ITALIA E FONDAZIONE TELETHON PORTANO A SCUOLA LA RICERCA SULLE MALATTIE RARE CON IL LABORATORIO VIRTUALE "GENI IN GIOCO"

Il gruppo editoriale leader nel settore educational e la charity biomedica italiana lanciano un kit digitale a carattere scientifico che accompagna gli studenti in un percorso interattivo sulle malattie genetiche rare.

Milano, 1 dicembre 2017 – Un laboratorio di ricerca virtuale per le scuole, che permette agli studenti italiani di affrontare un percorso interattivo che va dalla diagnosi alla terapia per una persona con una malattia genetica rara. 

Realizzato da Pearson Italia, leader nel settore education, per Fondazione Telethon, il kit "Geni in gioco" ha l'obiettivo di informare e sensibilizzare i ragazzi delle scuole secondarie di secondo grado sul tema delle malattie genetiche rare, a partire dai banchi di scuola

Il kit, interamente digitale e interattivo, è stato presentato oggi, venerdì 1 dicembre, durante l'evento "Porte Aperte" alle scuole del TIGEM, l'Istituto Telethon di Genetica e Medicina a Pozzuoli (Napoli).

Ambientato all'interno di un laboratorio di genetica virtuale, navigabile da computer, tablet e smartphone, il kit consente di acquisire in modo coinvolgente competenze in biologia di base, genetica e anatomia attraverso quesiti da risolvere e pillole di approfondimento multimediali. 

Imparando a conoscere, inoltre, la condizione delle persone con malattie rare, le loro difficoltà quotidiane e i risultati della ricerca scientifica

L'intero percorso didattico si affianca al programma di genetica, anatomia e scienze delle scuole superiori, offrendo l'opportunità di ripassi e approfondimenti.

I progetti educativi Telethon proposti alle scuole rientrano in un protocollo d'intesa siglato tra Fondazione Telethon e il Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, rivolti ad   alunni, genitori e docenti per sensibilizzarli sul tema delle malattie genetiche rare, del sostegno alla ricerca e della solidarietà.

Con il kit "Geni in gioco" i ragazzi potranno vestire i panni del ricercatore all'interno di un laboratorio di genetica virtuale e imparare in modo divertente e stimolante. 

Per accedervi, gli studenti dovranno prima dimostrare di essere all'altezza del compito rispondendo ad alcune domande di base di biologia e genetica, corredate da approfondimenti e pillole di scienza che permettono di recuperare o introdurre nozioni e concetti. 

Dopo il test di verifica delle competenze di base potranno affrontare 27 percorsi di approfondimento, su altrettante malattie genetiche diverse e suddivisi in base alla parte del corpo umano maggiormente coinvolta, dall'apparato scheletrico a quello visivo, dal sistema nervoso a quello immunitario.

Risolto il quiz, accederanno a una cartella clinica, potranno leggere una breve descrizione dell'anamnesi di un paziente e saranno guidati a individuare i sintomi più rilevanti con l'ausilio degli strumenti di laboratorio per poi verificare la diagnosi attraverso visite e analisi con gli strumenti del laboratorio virtuale. 

Infine, potranno scegliere la terapia (o la cura, dove, grazie alla ricerca, sia già disponibile) più adeguata tra le varie proposte.

Al termine del percorso, i ragazzi potranno conoscere in che modo sostenere la missione di Fondazione Telethon ed essere protagonisti attivi al fianco della ricerca. 

Un'esperienza, quindi, che inizia nel mondo virtuale e può continuare in quello reale, intraprendendo studi scientifici o attraverso l'impegno concreto in attività di volontariato a sostegno della ricerca di Fondazione Telethon e dei pazienti in attesa di una cura.

Nel kit è disponibile una sezione di consultazione in cui approfondire le attività di Fondazione Telethon, i traguardi raggiunti in questi anni, e le storie di alcuni pazienti con malattie genetiche rare. Inoltre, è possibile consultare una piccola biblioteca scientifica sulle malattie genetiche, utile per organizzare eventuali attività di approfondimento.


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giovedì 16 novembre 2017

Salute. Il digitale a scuola per superare le disabilità: a HANDImatica 2017 focus su Scuola, Disabilità e Tecnologie. Bologna, 30 novembre-2 dicembre

IL DIGITALE, STRUMENTO DI INCLUSIONE NELLA SCUOLA DI TUTTI

A HANDIMATICA 2017 FOCUS SCUOLA TRA CONVEGNI, SEMINARI E LABORATORI

Oltre 35 gli eventi dedicati a docenti, dirigenti ed insegnanti durante l'XI edizione della mostra-convegno dedicata alle tecnologie digitali, a Bologna dal 30 novembre al 2 dicembre 
Il numero di alunni con disabilità nelle scuole italiane è in costante crescita: lo dice a chiare lettere il Rapporto sull'integrazione scolastica degli alunni con disabilità dell'Istat, che registra 156mila alunni disabili nell'anno scolastico 2015/2016 tra scuola primaria e secondaria di primo grado, circa il 4% del totale, una percentuale raddoppiata nel corso degli ultimi 15 anni. 

Diventa fondamentale dunque dotare la scuola, uno dei luoghi fondamentali di partecipazione alla vita sociale delle persone con disabilità, di strumenti in grado di costruire un ambiente idoneo alle esigenze di tutti: e sempre più il digitale diventa lo strumento fondamentale della scuola dell'accoglienza e dell'inclusività.

Ecco perché HANDImatica, la mostra-convegno di Fondazione ASPHI dedicata alle tecnologie digitali al servizio della disabilità, in programma a Bologna dal 30 novembre al 2 dicembre prossimi, darà un ampio spazio alla scuola, puntando sulla sua capacità di accogliere e di attrezzarsi, con la didattica ma anche con il giusto utilizzo di spazi, arredi e tecnologie, per andare incontro alle esigenze di tutti i bambini e le bambine, le ragazze e i ragazzi, anche quelli con disabilità e con bisogni educativi speciali.

Oltre 35 gli eventi, soprattutto laboratori, che metteranno al centro la capacità delle tecnologie di farsi strumenti di didattica attiva e di apprendimento partecipato, per creare classi in cui la partecipazione degli studenti, l'apprendimento cooperativo, l'uso del dibattito e della flipped classroom consentano ai ragazzi di sentirsi co-costruttori del proprio apprendimento, in uno spazio che valorizza le capacità e le abilità specifiche di ogni studente. 

Si segnalano, tra gli altri appuntamento, il laboratorio permanente Realtà Aumentata per favorire gli apprendimenti: prove tecniche di utilizzo, in cui sarà possibile provare visori con caschetto e mano bionica per favorire gli apprendimenti attraverso la realtà aumentata; e ancora i seminari sulle App per la valutazione e per il trattamento di competenza dei Logopedisti, i dispositivi digitali per l'apprendimento della grammatica, l'utilizzo dei robot per i ragazzi autistici.

Nell'ambito della manifestazione partirà un corso di formazione di 30 ore dal titolo "Scuola digitale inclusiva per tutti: nuove didattiche, ambienti dinamici, apprendimento partecipato".  Il percorso, gratuito, è rivolto a 200 docenti: gli interessati possono iscriversi attraverso il sito di Handimatica nella sezione Programma - Inclusione Scolastica (link http://www.handimatica.com/formazione-accreditamento/)

Venerdì 1 dicembre HANDImatica ospiterà il convegno "Una scuola digitale inclusiva si può fare?", che vedrà alternarsi sul palco dei relatori sia i rappresentanti delle istituzioni sia le proposte e il punto di vista di chi quotidianamente vive la scuola, dirigenti, docenti e ragazzi. 

Si parlerà di nuovi riferimenti normativi, del nuovo Piano Nazionale Scuola Digitale, di didattiche laboratoriali che mirano all'apprendimento per competenze, e di un modello di scuola inclusiva, capace di avvalersi del digitale per diventare più accogliente e attenta alle esigenze formative di tutti gli alunni, anche di quelli con disabilità o con Bisogni Educativi Speciali, come gli stranieri. 

Sette i tavoli di lavoro che elaboreranno proposte su diversi temi, per portarle poi all'attenzione del MIUR nella persona del Capo Dipartimento Rosa De Pasquale e del Presidente di INDIRE, Giovanni Biondi. Un'occasione per fare il punto sulla situazione attuale e per ipotizzare linee di sviluppo su strategie, azioni concrete e percorsi per una scuola sempre più inclusiva.


HANDImatica 2017
Tecnologie digitali per una società inclusiva
30 novembre – 2 dicembre 2017
ITI Aldini Valeriani Sirani, via Sario Bassanelli, 9, Bologna

Un evento ideato e promosso da Fondazione ASPHI
Supervisione scientifica: Università degli Studi di Bologna
Con il contributo di Regione Emilia-Romagna

Con il patrocinio e la collaborazione di
FISH - Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap
FAND - Federazione tra le Associazioni Nazionali delle persone con Disabilità





mercoledì 4 gennaio 2017

Corri Forrest per la Pediatria di Forlì




Sabato 7 gennaio, alle ore 11,  presso il reparto di Pediatria dell’ospedale di Forlì, gli sportivi e i volontari dell’Associazione Corri Forrest doneranno, in presenza del primario, dottor Enrico Valletta, le attrezzature acquistate dalla raccolta fondi effettuata in occasione della gara podistica del 23 ottobre scorso.
“L'evento  sportivo – spiegano gli organizzatori-  ha permesso la raccolta di 5800 euro ricavati dagli sponsor e dalle donazioni dei  ben 950 partecipanti. Con questi fondi abbiamo acquistato attrezzature utili alle attività del reparto, sei camere di espansione con relative mascherine, un saturimetro, un tiralatte e una bilancia pesapersone, nove televisori per le camere dei piccoli degenti e un lettore dvd.”
“Siamo una società podistica nata nel 2010 – proseguono –con sede a Terra del Sole e Fuga Forrest è stata per noi la seconda iniziativa benefica importante, dopo la TAR, Traversata italiana a piedi da Viareggio a Cesenatico, svoltasi nel maggio 2014 in collaborazione con Liferunner a favore di  progetto pro Istituto Tumori di Meldola del nostro socio-amico Sandro Valbonesi. Il nostro intento è trasformare la Fuga Forrest in un progetto duraturo e continuativo ed è per questo che, il 22 ottobre 2017, ne riproporremo la seconda edizione”

Ma il reparto di Pediatria non sarà l’unico a beneficiare della “befana” della Corri Forrest…
“Con i fondi raccolti  -  aggiungono - abbiamo pensato di sostenere anche il progetto "Letture a voce alta" nell’ospedale di Forlì  della scuola primaria "D.Peroni" di Vecchiazzano, con il sostegno del gruppo Ausl Romagna Cultura. Il progetto, proposto dall’insegnante Lara Verni, inizierà nel 2017 e prevederà delle letture di brani, da parte dei piccoli studenti, nella “piazza” dell’ospedale. Gli obiettivi sono la promozione della lettura e dell’ascolto, insegnare ai bimbi a parlare di fronte ad un pubblico, creare uno spazio sereno cui potranno prendere parte pazienti e utenti del nosocomio. L’associazione sportiva Corri Forrest di Forlì, in particolare, ha donato un piccolo impianto di amplificazione che i bambini potranno utilizzare durante tali letture. Ci si propone di lasciare tale attrezzatura “in eredità” e in deposito presso l’U.O. di Pediatria in modo tale che possa essere utilizzata ogniqualvolta ce ne sia la necessità.”
Insomma, un “insieme per bene” che sta producendo molti frutti, dalle iniziative organizzate e sostenute alla donazione di attrezzature….

lunedì 19 ottobre 2015

LA BALBUZIE A SCUOLA

La balbuzie è un disordine del ritmo della parola nel quale il paziente sebbene sappia con precisione ciò che vorrebbe dire, non è in grado di farlo a causa di arresti, ripetizioni o prolungamenti della parola e del suono che nascono in maniera del tutto involontaria. 


É un problema che affligge grandi e piccoli, condizionando l'individuo nell'organizzare la sua vita sociale e demotivandolo. Il meccanismo di trasmissione del disturbo non è ancora del tutto chiaro, ma recenti studi clinici hanno rintracciato le motivazioni in una predisposizione geneticamente determinata o acquisita sulla quale si innescano dei fattori scatenanti come influenze dovute ad atteggiamenti familiari errati, traumi e condizionamenti ambientali nello stringere rapporti interpersonali.

Si è riscontrata una maggiore frequenza di ricorrenza della balbuzie in ambienti familiari eccessivamente correttivi, ansiosi e accondiscendenti.

Il disfluente spesso è una persona sensibile e socievole, molto interessata ai a rapportarsi con gli altri e a stringere amicizia: proprio per questo motivo è portato ad adottare un comportamento di difesa nei confronti della frustrazione che reca il suo disturbo e dalla difficoltà nell'esprimersi. Così diventa il contrario di ciò che vorrebbe essere e il suo atteggiamento si dirige sempre più a fondo nel mondo dell'introverso, completamente contrastato dalla sua sfera intensa, ricca ma inespressa.

Nella sua crescita il bambino attraversa diverse fasi, e il momento in cui comincia a sviluppare un senso della competenza verbale da lui percepita è all'età di 6/7 anni, in cui si rende consapevole di balbettare e l'insegnante a scuola, così come il genitore a casa, dovrà cercare di modellare il comportamento del bambino, mantenendone o accrescendone l'autostima, che è un fattore fondamentale in questa fase perchè esso comincerà a vedere una rappresentazione di sè stesso incerta, frammentata e la maggior parte delle volte svalutata, così come lo è il suo modo di parlare.

Intorno agli 8 anni il bambino disfluente sarà completamente in grado di percepire precisamente la negatività delle sue competenze verbali: questo è il momento in cui è indicato iniziare una terapia multifattoriale, cioè che vede la sincronia di 3 figure che sono il terapeuta, la scuola, e la famiglia.

Nelle 25 sedi dell’Associazione Italiana La Nuova Parola si lavora sui fattori emotivi del balbuziente, coinvolgendo gli insegnanti con una grande attenzione alla gestualità e alle differenze fra bambini; la scuola, infatti è il luogo dove un individuo cresce, apprende e impara a rapportarsi con gli altri.
Nella vita di tutti i giorni
il bambino passa la maggior parte del suo tempo a scuola e sebbene questo rappresenti un ambiente costruttivo, la dimensione sociale e il confronto con gli altri fanno si che esso vada incontro a sofferenze dello stato d'animo, frustrazioni ed esperienze poco piacevoli.



L'insegnante rappresenta il punto di riferimento dell'alunno e può intervenire sulla sua autostima sul modo di vedere il disturbo verbale: per mezzo dell'effetto pigmalione, si avrà un potere cognitivo sul bambino che può essere sfruttato facendo commenti sulla sua bravura nel parlare o raccontare storie, dandogli così un'idea positiva sulla sua parola; il beneficio si ottiene diminuendo il tasso di disfluenza verbale perchè il bambino crederà all'idea della propria parole così come è stata descritta dall'insegnante e diverrà per esso la realtà. 

Ognuno ha un proprio vissuto, caratteristiche individuali, comportamenti geneticamente determinati, condizioni sociali dell'ambiente in cui si vive e si cresce: tutti questi fattori concorrono alla soglia di tolleranza della frustrazione scatenata da un problema, e che può trasformarsi in un blocco alla capacità di esprimersi e quindi verbalizzare nelle relazioni che sono i colori e le attese di vita che un individuo ha e matura nel tempo e nei rapporti con il mondo. In una dimensione di squilibrio nasce un blocco emotivo che elimina il desiderio di parlare ed esclude l'associazione della rappresentazione verbale come manifestazione di sè.

La cooperazione con gli altri in lavori di gruppo e nelle difficoltà comuni, l'allenamento alle attività creative, l'assunzione di responsabilità e la gratificazione derivante da ciò, sono dei metodi adeguati che l'insegnante può adottare per far sentire a proprio agio il bambino. Tutto ciò per prevenire l'emarginazione e la nascita di emozioni negative che colpevolizzano gli altri della propria condizione, o la negazione di un evento spiacevole pur di non affrontarlo verbalmente, o la messa in atto di sentimenti opposti a quelli che realmente si provano.

domenica 15 febbraio 2015

SCUOLA E ADOLESCENZA TRA DESIDERIO E LIMITE - Massimo Recalcati (Forlì,11 MARZO)

SCUOLA E ADOLESCENZA TRA DESIDERIO E LIMITE (Forlì,11 MARZO) La partecipazione è gratuita. Iscrizione obbligatoria, scaricando la scheda dal sito del Ce.S.I.A.http://www.cesia.info.La scheda, debitamente compilata, dovrà essere inviata a Ser.In.Ar. per email:serinar@criad.unibo.it Le iscrizioni saranno accolte fino ad esaurimento dei posti disponibili. Verrà data conferma dell’iscrizione via email. Per ulteriori informazioni, contattare Ser.In.Ar. SCUOLA E ADOLESCENZA TRA DESIDERIO E LIMITE:UNA RELAZIONE DIFFICILE? Giornata di studio con Massimo Recalcati, patrocinata dall'Ausl Romagna e dal Comune di Forlì Mercoledì 11 marzo 2015, ore 10.00 - 14.00. Salone Comunale, P.zza Saffi 8 – Forlì. La partecipazione è gratuita. Iscrizione obbligatoria, scaricando la scheda dal sito del Ce.S.I.A.http://www.cesia.info. Saluto di apertura del Sindaco di Forlì Davide Drei e dell’Assessore al Welfare e Politiche Sociali Raoul Mosconi. Presentazione della Giornata del Coordinatore Ce.S.I.A. Enrico Valletta. Introduce e modera Alessandra Morgagni. Seguiranno domande sul tema da parte di alcuni insegnanti. Spazio per interventi del pubblico e discussione. Info: La partecipazione è gratuita. Iscrizione obbligatoria, scaricando la scheda dal sito del Ce.S.I.A. SCUOLA E ADOLESCENZA TRA DESIDERIO:UNA RELAZIONE DIFFICILE? http://www.cesia.info La scheda, debitamente compilata, dovrà essere inviata a Ser.In.Ar. per email:serinar@criad.unibo.it Le iscrizioni saranno accolte fino ad esaurimento dei posti disponibili. Verrà data conferma dell’iscrizione via email. Per ulteriori informazioni, contattare Ser.In.Ar. Segreteria Scientifica Fabrizio Abbondanza, Nadia Bertozzi, Rossella Ibba, Enrico Valletta, Viviana Venturi o per fax: 0543/375555.0543 375510. Tiziana Rambelli

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