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lunedì 17 aprile 2017

Il reflusso acido o gastroesofageo: sintomi e cure

Il reflusso acido o reflusso gastroesofageo è un disturbo molto diffuso. Forte sensazione di bruciore allo stomaco, rigurgito, acidità, raucedine, tosse cronica, dolore allo sterno sono tra i sintomi più fastidiosi e comuni lamentati dai soggetti. Spesso le persone che ne soffrono non lo sanno in quanto tendono a minimizzarne la sintomatologia, facendola rientrare nella cattiva digestione o altro. 

La malattia da reflusso gastroesofageo è sostanzialmente una malattia benigna, ma a lungo andare, può arrivare a compromettere, se pur in maniera non invalidante, la qualità di vita dei soggetti coinvolti.

Si parla di “malattia da reflusso” quando sintomi come bruciore di stomaco, risalita degli acidi dallo stomaco alla bocca, compaiono in maniera frequente ed almeno una volta a settimana, non occasionalmente dunque e non solo dopo aver consumato un pasto abbondante. L'ernia iatale, a tal proposito, è un fattore che può predisporre alla malattia da reflusso. Essa è provocata dal passaggio di una porzione dello stomaco dall'addome al torace tramite un “buco”, ovvero lo iato diaframmatico esofageo che causa quindi i disturbi tipici del reflusso.

Cos'è il reflusso gastroesofageo e da che cosa è provocato?

Più nello specifico il reflusso acido o gastroesofageo è la risalita, cioè il “passaggio volontario ed incosciente” di una parte del contenuto gastrico nell'esofago. Non vi è però, contrariamente a quanto si può pensare, compartecipazione della muscolatura gastrica o addominale. L'esofago è un tubicino lungo circa 25-30 cm che collega la bocca con lo stomaco. Ha il compito di far deglutire bevande e cibo verso il basso. In esso vi è lo sfintere esofageo inferiore, una sorta di valvola che si apre per consentire al cibo di entrare nello stomaco e poi si chiude per evitare la risalita dei succhi acidi.

Nel reflusso acido si registra una sorta di “difetto” dello sfintere in questione: esso non si apre nel momento opportuno, favorendo ciò che non dovrebbe avvenire, ovvero il passaggio verso l'alto, di ritorno all'esofago e alla bocca, del contenuto gastrico. Anche le alterazioni salivari possono provocare il reflusso: quando il suo pH ad esempio si abbassa, l'esofago può diventare “bersaglio” facile dei succhi gastrici. Tra i fattori di rischio, invece, vi sono il fumo, che altera sia la saliva che la funzionalità dello sfintere gastroesofageo.

Complicanze del reflusso acido

Nei casi più gravi, la malattia da reflusso può provocare gravi lesioni alla mucosa esofagea, classificate in base al livello di gravità. Nel primo stadio ritroviamo piccole lesioni isolate che possono però trasformarsi in vere e proprie perforazioni (ulcere). Tra le complicazioni più severe abbiamo invece la trasformazione dell'esofago in senso metaplastico ( esofago di Barret, stadio precanceroso). L'esofago di Barret può evolvere in cancro. L'adenocarcinomaesofageo è uno dei tumori più frequenti e la sua curabilità è legata alla precocità della diagnosi, per cui i medici raccomandano di sottoporsi a controlli frequenti e regolari.

Cure e trattamenti

Il medico diagnostica la malattia da reflusso gastroesofageo solo dopo aver escluso altre patologie, fra cui la già citata ernia iatale. Per combatterne i sintomi, viene somministrata una terapia a base di farmaci, i cosiddetti antiacidi, nonché vengono fornite al paziente indicazioni specifiche per correggere, ad esempio, abitudini alimentati scorrette . Se il soggetto inizia a sentirsi meglio dopo aver seguito la cura farmacologica, allora ulteriori esami specifici, come ad esempio la pHmetria oppure l'esofago-gastroduodenoscopia possono anche non essere eseguiti.

Tra i farmaci ricordiamo i procinetici, che svolgono la funzione di accelerare il tempo di svuotamento dello stomaco; i protettori della mucosa esofagea, che proteggono tale mucosa dall'attacco degli acidi evitando la formazione di lesioni, perforazioni, etc e poi gli inibitori della pompa protonica e gli antagonisti dei recettori H, che riducono l'acidità delle secrezioni gastriche. Infine, può rendersi necessario anche l'intervento chirurgico in caso di fallimento della terapia farmacologica: esso avviene in laparoscopia ed ha come obiettivo primario quello di ripristinare la funzionalità dello sfintere gastroesofageo.

Quali alimenti evitare per contrastare il reflusso acido?

I medici consigliano di evitare di consumare pasti abbondanti, per non sovraccaricare la funzionalità gastrica e quindi di mangiare poco e spesso. L'alimentazione, però, deve essere a ridotto contenuto di grassi. E' buona regola, inoltre, mangiare lentamente, masticando con calma e con cura i bocconi e soprattutto, è preferibile evitare cibi o bevande troppo caldi o troppo freddi. La dieta, inoltre, deve essere equilibrata e rispettare il fabbisogno energetico giornaliero per scongiurare il rischio di malnutrizione oppure di sovrappeso ed obesità. Il medico, infatti, fornirà al paziente dei consigli dietetici mirati e studiati appositamente per la situazione clinica del soggetto, onde evitare eventuali carenze nutrizionali, il peggioramento del reflusso acido e la ricomparsa dei sintomi.

Maggiori informazioni su come battere il reflusso acido su questa pagina.

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