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giovedì 18 dicembre 2014

Allerta del Ministero della salute per acido ialuronico contraffatto, Aicpe: "Rivolgetevi solo a professionisti seri, diffidate del low cost e fatevi dare il tagliando del prodotto"


Quasi 800 i trattamenti con acido ialuronico eseguiti al giorno in Italia

 

L'allerta arriva direttamente dal Ministero della Salute: sul mercato italiano potrebbe essere stato immesso un filler riassorbibile a base di acido ialuronico contraffatto, proveniente dalla Cina. «Si tratta di una contraffazione del prodotto originale Juvederm Ultra 4, marcato CE a nome della ditta Allergan Industrie Sas – dice Pierfrancesco Cirillo, segretario dell'Associazione Italiana di Chirurgia Plastica Estetica (Aicpe) -. Per verificare se il prodotto è o meno quello contraffatto, il Ministero invita a controllare il numero di lotto (quello sospetto è il #S30LA30262) e la dicitura sulla confezione esterna, dove è riportato "Science of Erjuvenation" al posto dell'originale "Science of Rejuvenation". L'importatore dovrebbe essere la Qufu Hantang Biological Co. Ltd, con sede in Cina. L'invito, per chiunque riconosca il prodotto contraffatto, è di non utilizzarlo o di sospendere immediatamente l'utilizzo».

I filler riassorbibili, utilizzati per attenuare i segni di invecchiamento del volto o per correggere lievi inestetismi del corpo, risultano i trattamenti di medicina estetica più praticati in Italia. L'acido ialuronico poi è il più praticato in assoluto, con 290mila trattamenti eseguiti nel 2013, circa 800 al giorno, secondo l'indagine condotta da Aicpe.

«Purtroppo anche in questo settore i prodotti contraffatti costituiscono una realtà ed è necessario che sia i medici, sia i pazienti prestino la massima attenzione» afferma Emanuele Bartoletti, consigliere Aicpe e segretario della Società Italiana Medicina Estetica (Sime).

Le raccomandazioni per il paziente di medicina estetica sono, anzitutto, di rivolgersi a un medico che abbia competenza in materia: «Le cosidette "punturine", di solito di acido ialuronico o botulino, si possono eseguire in ambulatorio e non richiedono un periodo di convalescenza – spiega Bartoletti -. Spesso si pensa che, trattandosi  di interventi che si eseguono in ambulatorio ed i materiali iniettati sono riassorbibili, ossia con una durata limitata nel tempo, non possano provocare danni troppo seri: niente di più sbagliato. I danni da medicina estetica, se praticati da mani inesperte e con prodotti di scarsa qualità, possono essere molto seri, comparire anche a distanza di mesi e in molti casi sono irreversibili. Importante è verificare che il medico a cui ci si rivolge abbia una competenza in medicina estetica e che sia un professionista serio.  Attenzione alle offerte low cost e ai "prendi due paga uno": se il prezzo è troppo basso a rimetterci è quasi sicuramente la sicurezza del paziente. Inoltre  bisogna sempre chiedere al medico il tagli andino del prodotto che è stato iniettato, dove sono riportati numero di serie, lotto, data, sede di produzione e data di scadenza».

 

AICPE: L'Associazione Italiana Chirurgia Plastica Estetica (www.aicpe.org), la prima in Italia dedicata esclusivamente all'aspetto estetico della chirurgia, è nata nel settembre 2011 per dare risposte concrete in termini di servizi, tutela, aggiornamento e rappresentanza. Ad AICPE, che è gemellata con l'American Society for Aesthetic Plastic Surgery (ASAPS), la più importante società di chirurgia estetica al mondo, hanno aderito oltre 200 chirurghi in tutta Italia. Membri di Aicpe possono essere esclusivamente professionisti con una specifica e comprovata formazione in chirurgia plastica estetica, che aderiscono a un codice etico e di comportamento da seguire fuori e dentro la sala operatoria. L'associazione ha elaborato e pubblicato le prime linee guida del settore, consultabili sul sito internet, in cui si descrive il modus operandi dei principali interventi. Scopo di AICPE è tutelare pazienti e chirurghi plastici in diversi modi: disciplinando l'attività professionale sia per l'attività sanitaria, sia per le norme etiche di comportamento; rappresentando i chirurghi plastici estetici nelle sedi istituzionali, scientifiche, tecniche e politiche per tutelare la categoria e il ruolo; promuovendo la preparazione culturale e scientifica. Tra gli obiettivi c'è anche l'istituzione di un albo professionale nazionale della categoria.


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