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martedì 4 novembre 2014

Riflessioni sull'indagine conoscitiva - Camera dei Deputati 17 Luglio 2014

ANSI - Associazione Nazionale Sanità Integrativa

04/11/2014

 

"SEGNALAZIONE DALLA FONDAZIONE PROMOZIONE SOCIALE" 

"La Sfida della tutela della salute tra nuove esigenze del sistema sanitario e obiettivi di finanza pubblica".

Vi invitiamo a riflettere con attenzione sul tema della salute, ed in particolare alla specifica attenzione e considerazione riposta nei confronti dei diritti ed esigenze dei malati non autosufficienti che ad oggi risultano essere purtroppo oltre un milione di concittadini.

ANSI fu invitata a partecipare alla riunione presso la Camera dei Deputati il 14 Giugno 2014 riunita dalle Commissioni bilancio e affari sociali, ed a seguito del documento redatto al termine di questo progetto conclusosi con l'ultima adunanza del 17 Luglio 2014, la riflessione fatta dalla Fondazione Promozione Sociale è degna di considerazione.

Siamo quindi a condividere con tutti Voi un tema molto importante, considerando non solo il proprio punto di vista, ma ascoltando la voce di chi come noi si impegna quotidianamente nel circuito della Sanità.



I MINISTRI DELLA SALUTE E DELL’ECONOMIA, I DEPUTATI, I SINDACATI E GLI ESPERTI CONTINUANO AD IGNORARE I DIRITTI DEGLI ANZIANI MALATI CRONICI NON AUTOSUFFICIENTI.

Deploriamo con preoccupato sconcerto che nel documento “La sfida della tutela della salute tra nuove esigenze del sistema sanitario e obiettivi di finanza pubblica” approvato a conclusione di una indagine conoscitiva nella seduta del 4 giugno 2014 dalle Commissioni riunite V (Bilancio, Tesoro e Programmazione) e XII (Affari sociali) siano state completamente ignorate le esigenze ed i diritti degli anziani malati cronici non autosufficienti e delle persone con demenza senile, che non solo riguardano oltre un milione di infermi (ed i relativi congiunti) ma sono certamente e assolutamente indifferibili come per tutti gli altri malati.
Le loro esigenze ed i loro diritti sono stati negati o omessi dai Deputati delle sopra indicate Commissioni e dai numerosi soggetti che hanno partecipato alle audizioni svolte dal 17 giugno al 30 ottobre 2013 (1).
Come è noto, in base agli articoli 1 e 2 della 54 Prospettive assistenziali, n. 187, luglio-settembre 2014 legge 833/1978 i malati cronici non autosufficienti hanno lo stesso identico diritto alle cure sanitarie, con l’unica differenza di essere costretti a corrispondere, sulla base delle loro personali risorse economiche (redditi e beni), una parte dei costi delle prestazioni semi-residenziali e residenziali. Da notare che nella premessa del documento in esame è stata evidenziata la questione dell’invecchiamento. Infatti viene rilevato quanto segue: «I sistemi sanitari del cosiddetto “Welfare europeo” attraversano una fase di profondi mutamenti determinati da numerosi fattori, quali le dinamiche di invecchiamento della popolazione, i mutamenti del quadro epidemiologico, i costi crescenti legati all’evoluzione della medicina e delle tecnologie sanitarie, nonché la crisi economico-finanziaria e i vincoli di finanza pubblica sempre più stringenti. Infatti, nei Paesi a economia avanzata, a partire dal 2000, si è assistito ad una crescita sostenuta della spesa sanitaria che, solo negli ultimi tre anni, ha subìto un rallentamento legato alla crisi economicofinanziaria e alle conseguenti manovre di contenimento dei costi». Inoltre è stato rilevato, ma senza trarre le pur ovvie conseguenze, che «l’articolo 32 della Costituzione stabilisce che la Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività. Si tratta di una norma che è al contempo, programmatica, poiché impegna il legislatore a promuovere idonee iniziative volte all’attuazione di un compiuto sistema di tutela adeguato alle esigenze di una società che cresce e progredisce, e precettiva, in quanto implica che l’individuo, come cittadino, vanti nei confronti dello Stato un vero e proprio diritto soggettivo alla tutela della propria salute, intesa non solo come bene personale, ma anche come bene della collettività, che ha bisogno della salute di tutti i suoi componenti per meglio crescere ed affermare i propri valori».

GRAN BRETAGNA: NO ALLA PRIVATIZZAZIONE DEI SERVIZI DI TUTELA DEI MINORI 

Come risulta dall’articolo “Gran Bretagna, bufera sui minori”, pubblicato su Avvenire del 18 maggio 2014 «non si può privatizzare la cura all’infanzia: i bambini sono troppo importanti per essere consegnati in gestione ad aziende che ambiscono ad accumulare profitti. Ha assunto i toni della protesta la presa di posizione di un folto gruppo di accademici britannici contro il progetto del Governo, annunciato pochi giorni fa, di voler privatizzare i servizi sociali che si occupano della tutela dei minori. Ieri, in una lettera pubblica sul Guardian, 37 professori hanno espresso profonda preoccupazione di fronte alla proposta dell’esecutivo guidato da David Cameron. La protezione del minore – si legge nella lettera – non può essere gestita da compagnie private perché queste sono spinte a produrre guadagni. «Il Governo si è subito difeso dicendo che il progetto è solo a livello di consultazione e che le autorità locali non saranno obbligate ad impiegare compagnie private per far fronte ai problemi dell’infanzia. «Ma per Ray Jones, professore alla Kingston University e uno dei firmatari della lettera, solo l’idea di privatizzare questo servizio sarebbe moralmente sbagliata, anche solo perché, ha spiegato, scatenerebbe una gara tra le compagnie per accaparrarsi un contratto. Praticamente la tutela del minore verrebbe commercializzata. Jones ha poi spiegato ieri mattina dai microfoni della Bbc Radio4 che società come G4S, Serco e Atos, potenziali gestori, hanno già fallito nella gestione di altri servizi, tra cui quello della sorveglianza nelle prigioni, e non hanno mai dimostrato interesse nello stare vicino ai bambini vulnerabili o a conoscere il tessuto sociale in cui sono nati e cresciuti. 
«Per Amanda Kelly, Direttore di Impower, un’azienda di consulenza che lavora anche per la sanità, il Governo starebbe cercando di mettere riparo ad emergenze in alcune zone del Paese dove i servizi per l’infanzia sono stati particolarmente criticati, come ad esempio a Birmingham e Doncaster. Un piccolo numero di autorità locali – ha dichiarato – ha ricevuto gravi accuse negli ultimi tempi di aver gestito male i servizi per l’infanzia con diversi casi finiti tragicamente».                                       
                        
PAPA FRANCESCO: DIFFICILE LA CONVERSIONE DEI CORROTTI

Riportiamo le parti salienti dell’omelia pronunciata da Papa Francesco nella messa celebrata nella Basilica di San Pietro il 27 marzo 2014 per un gruppo di oltre 500 Parlamentari italiani. Gesù guarda il popolo e si commuove. Perché lo vede come «pecore senza pastori», così dice il Vangelo. E va dai poveri, va dagli ammalati, va da tutti, dalle vedove, dai lebbrosi a guarirli. E parla loro con una parola tale che provoca ammirazione nel popolo: «Ma questo parla come uno che ha autorità!», parla diversamente da questa classe dirigente che si era allontanata dal popolo. Ed era soltanto con l’interesse nelle sue cose: nel suo gruppo, nel suo partito, nelle sue lotte interne. E il popolo, là… Avevano abbandonato il gregge. E questa gente era peccatrice? Si. Si, tutti siamo peccatori, tutti. Tutti noi che siamo qui siamo peccatori. Ma questi erano più che peccatori: il cuore di questa gente, di questo gruppetto con il tempo si era indurito tanto, tanto che era impossibile ascoltare la voce del Signore. E da peccatori, sono scivolati, sono diventati corrotti. È tanto difficile che un corrotto riesca a tornare indietro. Il peccatore, si. Perché il Signore è misericordioso e ci aspetta tutti. Ma il corrotto è fissato nelle sue cose, e questi erano corrotti.

SONO A CARICO DELLE SCUOLE PARIFICATE GLI ONERI RELATIVI AGLI INSEGNANTI DI SOSTEGNO

Con la sentenza del 29 aprile 2014, depositata in Cancelleria il 16 maggio successivo, le Sezioni unite civili della Corte di Cassazione Prospettive assistenziali, n. 187, luglio-settembre 2014 55 hanno stabilito che sono a carico delle scuole parificate gli oneri economici derivanti dall’assunzione degli insegnanti di sostegno, le cui
prestazioni sono indispensabili per garantire una corretta frequenza scolastica agli alunni con disabilità.
I Giudici hanno rigettato la richiesta presentata da una scuola parificata del rimborso di euro 28.729,22 importo corrisposto all’insegante di sostegno di due alunni con disabilità «evidenziando che, poiché la scuola paritaria al fine di ottenere la chiesta parificazione deve assumere l’obbligo di garantire la integrazione scolastica delle persone disabili “senza oneri per lo Stato”, non può avere titolo al rimborso della spesa di che trattasi, rientrando gli interventi di sostegno dei docenti specializzati per i disabili, tra gli obblighi specificamente assunti al momento del chiesto riconoscimento della parità». 

GUIDA AI DIRITTI: OMESSI I DIRITTI ALLE PRESTAZIONI SOCIO-SANITARIE

In data 12 maggio il Csa, Coordinamento sanità e assistenza fra i movimenti di base ha inviato all’Associazione italiana persone Down la seguente e-mail: «Vi ringraziamo per averci inviato la “Guida ai diritti e alle agevolazioni per le persone con sindrome di Down e le loro famiglie”, ma non comprendiamo in  base a quali motivi non sia stato segnalato il diritto alle prestazioni socio-sanitarie domiciliari, semiresidenziali e residenziali sancito dai Lea (decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 29 novembre 2001  Definizione dei livelli essenziali di assistenza” (Lea) le cui norme sono cogenti in base all’articolo 54 della  Legge 289/2002), diritto confermato dalla sentenza della Corte costituzionale n. 36/2013». 
56 Prospettive assistenziali, n. 187, luglio-settembre 2014 Interrogativi (segue dalla pag. 51) la disabilità e la  famiglia “La nuova Brunella” da parte della Fondazione Renato Piatti con la collaborazione dell’Anffas (Associazione nazionale famiglie di persone con disabilità intellettiva e/o relazionale) di Varese e della Fondazione Istituto la Casa della stessa città. Nell’ambito del piano concernente gli “Interventi emblematici”, la Fondazione Cariplo ha erogato un contributo di 1.200.000 euro.
Nel centro verranno svolte le seguenti attività:
– prestazioni riabilitative e abilitative precoci per i bambini con autismo o con disturbi pervasivi dello sviluppo;
– residenzialità temporanea o permanente di persone adulte con disabilità intellettuale e/o relazionale;
– iniziative di formazione, ricerca e sperimentazione specifica sulla fragilità;
– creazione di un punto di ascolto e di accompagnamento rivolto alle famiglie in merito alle disabilità, alla non autosufficienza e alla povertà.
Ai promotori e agli organizzatori dell’iniziativa rivolgiamo alcuni interrogativi: 
• non è emarginante la creazione di una comunità alloggio per la residenzialità temporanea e ancor più per la sistemazione alloggiativa permanente all’interno di una struttura riservata ad attività rivolte esclusivamente a persone con disabilità intellettiva o relazionale?
• qual è la capienza massima prevista per la succitata comunità alloggio?
• in base a quali motivi nei siti web della Fondazione Renato Piatti, dell’Anffas e dell’Istituto la Casa di Varese non c’è alcuna informazione in merito ai Lea, Livelli essenziali di assistenza socio-sanitaria, le cui importantissime norme stabiliscono dal 2002 il diritto esigibile delle persone con disabilità intellettiva alle prestazioni domiciliari, semiresidenziali e residenziali?
• come mai anche nel sito web dell’Asl di Varese non è segnalato l’obbligo della stessa Asl di fornire le  prestazioni sopra indicate, tanto più che nell’invito predisposto per la posa della prima pietra del Centro per la disabilità e la famiglia, viene segnalato che «la Direzione sociale dell’Asl Varese ha riconosciuto l’importanza del progetto per la realtà locale ma soprattutto il valore in termini di immagine del servizio»?
• infine è vero che nel confermare «pieno sostegno all’iniziativa» il Presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, il Commissario straordinario della Provincia di Varese, Dario Galli e il Sindaco di Varese, Attilio Fontana, non hanno mai fatto cenno ai vigenti diritti sanciti dai Lea?

Notizie:
Hanno partecipato alle audizioni i seguenti soggetti: 
a) rappresentanti di Istituzioni e Fondazioni di studio di settore: prof. Elio Borgonovi, Presidente del Cergas-Bocconi; prof.ssa Sabina Nuti,Responsabile del aboratorio Management e sanità della Scuola superiore Sant’Anna di Pisa; prof. Davide Croce, Direttore del Centro di ricerca in economia e management di sanità e nel sociale (Crems) della Liuc Cattaneo; prof. Gualtiero Ricciardi, Coordinatore del Rapporto Osservasalute dell’Osservatorio nazionale per la salute nelle Regioni italiane; b) prof.ssa Carlotta De Franceschi, Presidente di Action Institute; Rappresentanti di Cittadinanzattiva-Tribunale per i diritti del malato; Federazione italiana aziende sanitarie ed ospedaliere Fiaso); Associazione italiana ospedalità privata (Aiop); Federazione nazionale collegi infermieri (Ipasvi); c) Rappresentanti di Sindacati di categoria Cgil, Cisl, Uil e Ugl; Sindacato autonomo medici italiani (Snami), Associazione medici dirigenti (Anaao-Assomed); Coordinamento italiano dei medici ospedalieri- Associazione sindacale dei medici dirigenti (Cimo-Asmd); Federazione italiana medici di famiglia (Fimmg); Federazione italiana medici pediatri (Fimp); Associazione anestesisti e rianimatori (Aaroi); Federazione patologi clinici, radiologi, medici del territorio e dirigenti specialisti (Fassid); Sindacato unico medicina ambulatoriale italiana (Sumai) e Associazione italiana odontoiatri (Aio); d) Rappresentanti di Federazione  nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri (Fnomceo); Federazione delle Società medico  scientifiche (Fism); Federazione italiana per la salute pubblica e l’organizzazione sanitaria (Fispeos);  Sindacato dei medici italiani (Smi); Federazione veterinari e medici (Fvm); Federazione patologici clinici, radiologi, medici del territorio e dirigenti specialisti (Fassid); Associazione nazionale dentisti italiani (Andi);  Segretariato italiano giovani medici (Sigm); Federfarma; Federazione ordini farmacisti italiani; Sindacato  nazionale farmacisti dirigenti del Ssn (Sinafo) e di Assobiomedica; e) Rappresentanti di Farmindustria;  Associazione nazionale industrie farmaci generici (Assogenerici); Associazione nazionale per lo sviluppo  delle biotecnologie Assobiotec – Federchimica; Federazione italiana delle Associazioni di volontariato in  oncologia (Favo); Osservatorio italiano salute globale e Movimento decrescita felice; f) Rappresentanti di    professioni sanitarie; Federazione nazionale dell’Ordine dei medici chirurghi e degli odontoiatri; Federazione  nazionale collegi infermieri (Ipasvi); g) Rappresentanti di Associazione nazionale fra le imprese assicuratrici  (Ania); Associazione nazionale sanità integrativa (Ansi); Fondo assistenza sanitaria integrativa (Fasi); Cassa  assistenza sanitaria quadri (Quas) e dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas); h)  Rappresentanti della  Conferenza delle Regioni e delle Province autonome; Struttura tecnica di monitoraggio  aritetica istituita presso la Conferenza Stato-Regioni (Stem), Confindustria, Consip e  dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa); i) dott. Francesco Massicci, Ispettore capo dell’Ispettorato  generale per la spesa sociale della Rgs; l) Ministro della salute, Beatrice Lorenzin e m) Ministro  dell’economia e delle finanze, Fabrizio Saccomanni.


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